Pantelleria, sette denunciati dal Corpo forestale. Cè anche Vito Riggio Il presidente dellEnac si difende "Non cè nulla di difforme da quanto è stato autorizzato" Tre dammusi e due discariche non autorizzate poste sotto sequestro a Pantelleria, sette persone denunciate, tra cui il presidente dellEnac Vito Riggio, sua moglie e il figlio. È il bilancio delloperazione del nucleo operativo regionale del Corpo forestale, guidato dal comandante Gioacchino Leta, con i colleghi della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura di Trapani. Oltre ai Riggio, alla Procura di Marsala sono stati denunciati Pietro Bonomo, titolare dellazienda che stava eseguendo i lavori nel dammuso di Riggio, larchitetto Antonello DOrso, direttore dei lavori, Giovanni Cascio e Vincenzo Amodeo, proprietari degli immobili sequestrati. E mentre la struttura del presidente dellEnac era in avanzato di stato di costruzione - mancava solo il tetto, accanto a un primo dammuso preesistente - in una zona sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico, tutelata dalla Sovrintendenza regionale, le altre due erano in piena area A, inedificabile perché allinterno della riserva naturale dellisola di Pantelleria. Riggio, difeso dagli avvocati Nino Caleca e Giovanni Pitruzzella, aveva chiesto dei permessi al Comune di Pantelleria, ma il dammuso realizzato, secondo il Corpo Forestale, sarebbe diverso da ciò che le autorizzazioni prevedevano. Per gli altri due manufatti non sarebbe stato chiesto alcun permesso perché comunque non concedibile in quella zona. La procura di Marsala ha già convalidato i sequestri, e le indagini del nucleo operativo regionale proseguono. «Non farei mai un dammuso abusivo - replica Vito Riggio - e non cè un centimetro in più di costruito. Sono stati posti sotto sequestro una scala esterna di accesso al giardino che abbiamo realizzato a gradini anziché a scivolo e un locale aperto per proteggere la lavatrice. Se la Soprintendenza non li riterrà in regola, sono pronto a ripristinare la scala a scivolo e a portare altrove la lavatrice». Secondo gli investigatore, il locale per lelettrodomestico era un dammuso in costruzione. Gli uomini di Leta, oltre ai tre manufatti, hanno posto sotto sequestro anche due discariche abusive in altrettante aree private di 100 e 1.200 metri quadrati. Allinterno il Corpo forestale ha trovato pneumatici, lastre di amianto, plastica, batterie esauste. Nel mezzo di un paradiso naturale come Pantelleria, un angolo di abbandono e rifiuti. «Uno scempio» dicono gli investigatori, mentre non sono chiusi gli accertamenti, che riguarderebbero altri manufatti sulla stessa isola di Pantelleria. g.i.