II recupero di 2mila mq sarà finanziato da 1,9 mln della Regione CANOSA - Circa 2000 metri quadrati che costituiscono l'area del sito archeologico "Ipogeo Varrese" saranno recuperati e sistemati secondo una reinterpretazione dei caratteri costruttivi. Ciò sarà realizzabile a breve grazie all'impiego di una parte dei milione e novantacinquemila euro stanziati dalla Regione Puglia per il progetto DIVIS (Distretto virtuale per lo sviluppo). Capofila del progetto, è il comune di Castellana Grotte con il quale il comune di Canosa ha costituito nel 2003, ai fini della partecipazione al bando, un'Associazione Temporanea di scopo. L'iniziativa da parte dell'amministrazione comunale di Canosa, è nata in accordo con il comune di Castellana Grotte con l'intenzione di raggiungere un medesimo obiettivo: preservare dalle ingiurie del tempo i beni archeologici di grande valore ed interesse. Il risultato del bando, promosso da un insieme di fondazioni di origine bancaria per la realizzazione di distretti culturali, ponendo il progetto DIVIS al primo posto per importo rispetto ai 4 selezionati su ben 75 istanze progettuali presentate, ha convalidato una tendenza che porta a credere ad una maggiore valenza assunta da progetti presentati in accordo tra più comuni rispetto a quelli presentati singolarmente. "Con la parte della somma stanziata destinata al nostro comune - ha detto il sindaco Francesco Ventola - finalmente riusciremo a preservare nel tempo il sito archeologico restituendogli la sua totale integrità e fruibilità che promuoverà sicuramente una integrazione dei servizi culturali e turistici. Attraverso questa iniziativa vogliamo portare avanti l'idea di museo inteso non solo come luogo, ma anche come concetto. In altre parole, a dirla con Menissi, "musealizzando" i beni, se il reperto non può andare al museo, il museo dovrà andare al reperto. Scoperto casualmente nel 1912 il monumento archeologico Ipogeo Varrese si trova alla periferia sudoccidentale di Canosa ai margini della statale 93 per Lavello, in proprietà Cavuoto D. e germani Civita. Lo scavo preventivo dell'ipogeo si ebbe nel 1973 e fu diretto dall'allora ispettore di zona della Sopritendenza per i beni archeologici della Puglia Giuseppe Andreassi, oggi soprintendente archeologo della Puglia. Lo scavo sistematico, che ha interessato anche l'area circostante è stato invece portato a termine nel 2002 su iniziativa dell'attuale ispettrice di zona, Marisa Corrente. I reperti archeologici trovati nella zona divisa in due proprietà sono stati smembrati e raggnippati in due collezioni differenti, una delle quali è andata alla Soprintendenza e l'altra alla Provincia. Oggi, la Fondazione Archeologica Canosina è riuscita, in anteprima mondiale a Canosa, in esposizione a Palazzo Sinesi, a mettere insieme gran parte della collezione, «e vorremmo che la mostra divenisse permanente -auspica Sabino Silvestri, presidente della fondazione - e non fosse nuovamente divisa, tornando per metà alla Soprintendenza e per metà alla Provincia, dove si presentano maggiori ostacoli alla realizzazione di ciò. Intanto tra le iniziative che fanno parte del progetto abbiamo in itinere un catalogo della mostra anche in lingua tedesca.
Restaurato l'ipogeo Varrese, Canosa avrà un museo e un distretto culturale
Il comune di Canosa ha ottenuto finanziamenti per il recupero e la sistemazione del sito archeologico "Ipogeo Varrese" di 2.000 metri quadrati. Il progetto DIVIS, finanziato dalla Regione Puglia, prevede la realizzazione di un distretto virtuale per lo sviluppo. Il sito archeologico è stato scoperto nel 1912 e ha subito scavi preventivi e sistematici nel 1973 e 2002. I reperti archeologici sono stati smembrati e distribuiti tra la Soprintendenza e la Provincia. La Fondazione Archeologica Canosina ha ottenuto finanziamenti per mettere insieme gran parte della collezione e promuove la creazione di una mostra permanente.
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