CAGLIARI. Rispetto alle logiche pregiudiziali di schieramento, che ormai sono imperanti in quasi tutte le istituzioni, ieri il Consiglio regionale è stato capace di scegliere secondo le più tradizionali regole della politica: ha fatto un accordo unitario nella prima parte della serata facendo prevalere l'interesse generale a risolvere il tragico problema della Sassari-Olbia, ha ripreso cinque minuti dopo a dividersi aspramente sul cosiddetto «Piano cemento» (per il rilancio dell'edilizia) presentato dalla giunta Cappellacci. E il clima si è subito surriscaldato. Con dure accuse dell'opposizione nei confronti dell'esecutivo e della maggioranza. A caratterizzare le votazioni è stata l'approvazione dell'articolo 11, quello sulle procedure per le modifiche al Piano paesaggistico regionale. L'articolo prevede che, ogni due anni, la giunta regionale proceda all'aggiornamento e alla revisione dei contenuti descrittivi e dispositivi del PPr. La delibera dell'esecutivo deve essere pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione e sul sito istituzionale. Entro trenta giorni successivi, i cittadini potranno presentare le osservazioni e la commissione Urbanistica del Consiglio regionale dovrà esprimere il proprio parere trasmettendolo alla giunta. La quale, esaminati gli atti, delibererà in via definitiva le modifiche che «costituiscono parte integrante del Piano paesaggistico regionale». Sul piano ambientale e sul piano politico la parte della legge in discussione è particolarmente delicata. Sul piano ambientale perché il rischio è quello di un indebolimento forte della valenza del Ppr, sul piano politico perché si introduce materialmente la svolta annunciata dopo l'esperienza Soru. Ma c'è anche un aspetto costituzionale che dovrà essere preso in considerazione: perché proprio sulle procedure che riguardano le modifiche al Piano paesaggistico nel centrosinistra sono stati già annunciati ricorsi per arrivare al giudizio della Consulta sulla legittimità di questi articoli e sull'impianto della stessa legge. Ad esempio, l'aumento delle volumetrie nella fascia costiera dei 300 metri, approvato con i primi articoli di questa legge, è in contrasto, secondo l'ex assessore Gian Valerio Sanna, con le disposizioni del Codice Urbani che non possono essere derogate da una legge regionale ordinaria. I lavori dell'aula sono poi proseguiti con la discussione generale sull'articolo 12 che riguarda programmi, piani e progetti di valenza strategica per lo sviluppo del territorio. Il via definitivo alla legge potrebbe essere dato stasera o al più tardi nella seduta di domani.