Firenze elevata al futuro. Come sarà, quale immagine ne intende dare il Festival della Creatività? Somiglierà in cupezza e tristezza alla megalopoli di Blade Runner o sorriderà di colori e bagliori come immaginato da Spielberg e Zemeckis in Ritorno al Futuro? C'è chi la sogna, e basta. È il caso di Giacomo Costa: «Il punto di vista dell'artista spiega il fiorentino creatore di visioni che ha esposto anche alla Biennale di Venezia e che al Festival parla delle sue città del futuro mi permette di sognare grandi cose, in libertà, mica vincolato a scontrarmi con la realtà come succede agli architetti». E chi invece la «disegna», come accadrà per «Firenze immaginaria », dove gli studenti di architettura del professor Marcello Scalzo creano immagini su Firenze piene di suggestioni (in anteprima anche s-Fondiamo il muro ). C'è, insomma, il grande punto interrogativo che sta a metà strada tra visione e realtà. Come la Firenze «glaciale» con igloo sparsi lungo l'Arno (siamo sempre tra le visioni di «Firenze immaginaria») o quella che vede una Statua della Libertà al posto del David in piazza della Signoria o ancora il Battistero affiancato a un minareto con piazza San Giovanni invasa dai musulmani. E ancora: si parlerà del progetto di bolla wi-fi lungo il tracciato della tramvia, ci saranno due barcamp, entrambi aperti dalla proiezione di Florentia fugit, che sono «il piatto forte perché la discussione sarà libera ma spiega Daniele Lauria, direttore artistico del Festival con tutti quelli che abbiamo invitato sarà importante per la ripresa della discussione sul piano strutturale». E infine, nell'area MyCity, Switch Project ha dato carta bianca a otto artisti per reinterpetare creativamente otto spazi urbani, tra ricordi, paure e riflessioni. Realtà e progettualità nel gran mare della creatività che invaderà la Fortezza. «A Firenze vedo grande positività verso una nuova sensibilità rincara Costa ma allo stesso tempo una comprensibile difficoltà nella messa in atto: la Cittadella viola è uno spunto, la pedonalizzazione di piazza Duomo è un altro, non voglio cadere nel tipico scetticismo alla fiorentina, lo so che sarà dura, ma sono tutti segnali nuovi da analizzare con curiosità... poi c'è la realpolitik». E il sogno sulla Firenze del futuro, «tolta la realpolitik», continua l'artista di The Chronicles of Time , «è principalmente un sogno umano, quello di vedere messe in atto le grandi energie di cui è ricchissima questa città: la mia generazione ora ha finalmente anche le leve del potere e ha tutti i numeri per realizzare i sogni di un Nuovo Rinascimento fiorentino». Un paio di esempi? «Il primo è quello di un auspicabile museo di arte contemporanea che sia vero museo e non una sorta di divertimento giovanile. Il secondo è che la cittadinanza riesca a trovare nell'arte contemporanea un momento di divertimento, come andare al cinema, allo stadio, ai concerti. È un sogno che collima con quello della Cittadella viola». Edoardo Semmola
Urbanistica. Firenze tra visioni e realtà (con la statua della libertà)
Il Festival della Creatività di Firenze si svolgerà con un'attenzione particolare alla città del futuro. L'artista Giacomo Costa sognerebbe una Firenze immaginaria piena di suggestioni, con immagini create dagli studenti di architettura del professor Marcello Scalzo. Il festival presenterà anche progetti di bolla wi-fi lungo il tracciato della tramvia e due barcamp con proiezioni di Florentia fugit. L'area MyCity sarà dedicata a otto artisti che reinterpreteranno creativamente otto spazi urbani. L'artista Costa rincara la positività verso una nuova sensibilità nella città, ma riconosce la difficoltà nella messa in atto.
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