È scontro tra i lavoratori di una coop e l'ente ecclesiastico sulla gestione delle visite. E ieri sera l'Ars ha sciolto la convenzione con la ditta. Un'ora di fuoco, lavoratori incatenati all'ingresso e visite vietate ai turisti fino alle nove. È cominciata così la nuova avventura della Cappella Palatina, da ieri accessibile, insieme al Palazzo dei Normanni, solo a pagamento. E con la nuova gestione è stato subito scontro tra il Capitolo Palatino, l'ente ecclesiastico che gestisce la parrocchia, e la cooperativa "Il castellacelo" che da quasi otto anni si occupa della vigilanza e di smistare gli ingressi. Ma in serata la situazione è degenerata. La cooperativa è stata ufficialmente "sollevata dall'incarico". «Ci è stato detto - racconta Iolanda Cassara, della cooperativa - che la nuova convenzione non prevede il nostro lavoro». Ed ecco i motivi della protesta di ieri: secondo il Capitolo la cooperativa deve svolgere il lavoro solo all'esterno, così come anticipato nei giorni scorsi da monsignor Francesco Masi, il numero uno del Capitolo Palatino: «Le persone che devono occuparsi della custodia - aveva detto - devono essere scelte da me, devono essere di mia fiducia». E le parole di monsignor Masi, ribadite sabato alla cooperativa, ieri hanno messo in allarme i lavoratori che hanno deciso di incatenarsi e bloccare gli ingressi. Parole che ora vengono superate dalla presa di posizione di Lo Porto. Ieri, alle 7.50 del mattino, alcuni lavoratori erano già incatenati. Una protesta, condivisa anche dalle guide turistiche presenti, poi rientrata, dopo i colloqui con la Digos - intervenuta sul posto - e i consigli di Adele Mormino, sovrintendente ai Beni culturali. «Siamo persone civili - ha detto Sergio Sprio, della cooperativa - ma era importante far capire che non ci possono prendere ancora in giro». E dal Capitolo usano parole dure: «L'atteggiamento dei lavoratori - dice Santo Cillaroto, accolito della Cappella - è stato inqualificabile e incompatibile con la situazione ecclesiale. Io sono stato aggredito verbalmente e ho temuto anche che mi si scagliassero contro». E se Cillaroto ieri ha detto che occorreva rivedere i compiti della cooperativa (se all'interno o ali 'estemo della chiesa), la decisione del presidente dell'Ars lascia pochi dubbi. «Nonostante tutte le promesse - dice la Cassare - ci hanno messo alla porta. In 14 ora siamo senza un lavoro». Dall'Ars spiegano: «La convenzione impone che venga seguito un percorso, ovvero che il sito venga affidato dopo la presentazione dei progetti - spiega Eugenio Consoli, capo di gabinetto di Lo Porto -. Il presidente vuole rispettare in pieno la convenzione. Il personale sarà tenuto in considerazione nel momento in cui esamineremo i progetti presentati per gestire il sito. Occorre aspettare alcune settimane. E ieri, non appena la protesta è rientrata, è scattata l'operazione biglietto. Il primo è stato staccato alle 8,55, e le visite hanno preso il via con 25 minuti di ritardo. I tagliandi sono di due tipi. Quello cumulativo di 5 euro, che permette le visite al Palazzo e alla Cappella, e quello di 4 euro per visitare solo uno dei monumenti. Anche qui la macchina, come primo giorno, non ha funzionato al meglio. I biglietti riportano ancora il costo in lire, anche se con un carattere piu piccolo è scritto pure l'importo in euro. I noltre, per i gruppi numerosi, pagare è risultato scomodo: la biglietteria è sistemata oltre l'ingresso. Caos che ieri è stato evitato facendo passare i turisti senza biglietto, con un volontario che ha raccolto fuori dal cancello i soldi di tutti per poi acquistare 40 o 50 ticket tutti insieme. Ora non resta che aspettare che i motori si scaldino del tutto, nella speranza che il biglietto d'ingresso non crei soltanto intoppi.