Restauratori questi sconosciuti. È questo il rischio che corrono migliaia di professionisti a Pisa come in molte altre città del nostro Paese, dove ci sono molti beni culturali da preservare, nonostante che l'Italia possa vantare una storia e una cultura del restauro di altissimo livello e di figure di straordinaria qualità ed esperienza. Questo accade a causa di una situazione legislativa caotica e farraginosa, che non solo rende praticamente impossibile valutare l'idoneità alla professione e le reali capacità dei restauratori, ma anche assicurare la qualità degli interventi conservativi in una professione strategica per la tutela del nostro patrimonio artistico e archeologico. Su questi temi ho già presentato un'interrogazione parlamentare ai ministeri dei Beni Culturali e delle Infrastrutture e Trasporti. L'interrogazione evidenzia, su segnalazione delle associazioni di categoria, come la Cna e le organizzazioni sindacali Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, l'incongruità e l'incoerenza delle prescrizioni relative alla qualifica di restauratore da cui sarebbero escluse molte società e molti lavoratori che, pur avendo nel concreto operato nel campo del restauro, non potrebbero più accedere nemmeno alle prove di idoneità. Questo perché la mole di documentazione e le nuove prove richieste dal ministero per i Beni e le Attività Culturali, riferendosi ad un periodo temporale anteriore all'anno 2000, sono per la maggior parte degli operatori del settore impossibili da recuperare. Una cosa è, infatti, poter certificare la qualità di chi opera in un settore tanto importante, ed un'altra paralizzare un intero comparto con valanghe di richieste burocratiche di dubbia utilità e con forti margini di discrezionalità. Da un'indagine condotta dalle organizzazioni sindacali e di categoria, in tutto il territorio nazionale, alcune migliaia di lavoratori e centinaia di imprese verrebbero esclusi dalla possibilità di accesso alla qualifica. Si rischia di perdere buona parte della forza lavoro oggi attiva, e cancellare in un colpo solo un'intera generazione restauratori, con l'ulteriore aggravio di non permettere più l'indispensabile trasmissione del saper fare, fondamentale nel mestiere del restauratore. Credo debba essere una preoccupazione di tutti non disperdere questo patrimonio. deputato del Pd
PISA - Fermiamo la legge contro i restauratori
Un deputato del Pd ha sollevato la questione della situazione legislativa caotica e farraginosa che rende impossibile valutare l'idoneità alla professione di restauratore e assicurare la qualità degli interventi conservativi. L'interrogazione parlamentare evidenzia l'incongruità delle prescrizioni relative alla qualifica di restauratore, che escluderebbero molte società e lavoratori che hanno operato nel campo del restauro. L'indagine condotta dalle organizzazioni sindacali e di categoria ha rilevato che migliaia di lavoratori e centinaia di imprese verrebbero esclusi dalla possibilità di accesso alla qualifica.
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