Un contratto di "global service" per giardini, strade spiagge e illuminazione Il sindaco disponibile LIVORNO. Il taglio dell'erba nei giardini? La pulizia delle spiagge? La manutenzione degli edifici pubblici? La cancellazione delle scritte dai muri? La copertura delle buche nelle strade? Le cooperative propongono al Comune un "pacchetto completo" per restituire decoro alla città. La formula è quella del "global service". Tu mi dai in gestione una piazza, una strada, un intero quartiere e io penso a tutto. Le cooperative "rosse", quelle aderenti a Legacoop, ieri hanno celebrato il congresso provinciale. Approfittando della tavola rotonda conclusiva su «Cooperazione e sviluppo» per lanciare la proposta al sindaco Cosimi: siamo disposti ad adottare interi pezzi di città. Oggi il decoro di singoli quartieri o zone viene affidato nelle mani di tante piccole ditte "slegate" tra di loro. In futuro potrebbe esserci un soggetto unico in grado di coordinare al meglio tutti questi tipi di lavori con maggiori economie e risultati. Alla tavola rotonda, coordinata da Cristiano Meoni del Tirreno, hanno partecipato il sindaco Alessandro Cosimi, l'assessore regionale al lavoro Marco Simoncini, il presidente della Ctc (Consorzio Toscano Cooperative) Marco Bonciolini e il presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami. Chiare le parole di Bonciolini: «Il nostro consorzio ha le competenze e le risorse adeguate per occuparsi in maniera organica di tutti gli aspetti legati non solo al decoro urbano, ma anche all'erogazione di servizi. Se l'amministrazione comunale chiama, siamo disponibili a parlarne». «Non siamo qui a chiedere aiuti ma a proporre, abbiamo risorse e vogliamo investirle sulla città» introduce il responsabile provinciale di Legacoop Ivano Martelloni. Ma su cosa si sono posati gli occhi delle cooperative rosse? Non solo sul piano «per una città più bella». Bonciolini menziona «la riqualificazione del centro, la gestione del sistema museale, la costruzione del nuovo ospedale e la destinazione del vecchio». Le cooperative si faranno avanti anche nella gara per la privatizzazione della Porto 2000, la società del porto passeggeri, che sarà messa in agenda nel 2010. E non nascondono l'interesse per un'altra area strategica della città: l'ex stazione di San Marco, «l'edificio è bellissimo e merita di essere valorizzato» dice il presidente del Ctc, confermando di aver preso contatti con le Ferrovie. Sull'area di San Marco l'attuale piano regolatore consente l'edificazione di residenze e servizi pubblici, con numerosi vincoli che finora hanno scoraggiato i possibili acquirenti. Il sindaco Cosimi raccoglie la proposta di "global service" sul decoro urbano e rilancia. «Il global service è sicuramente uno strumento flessibile e innovativo che potrebbe portare risultanti interessanti». E mentre avvia il dialogo con le cooperative, suggerisce nuovi campi d'azione. «Fossi in voi mi butterei su tre questioni: la gestione dei rifiuti industriali, un vero "un vero pozzo di ricchezza", l'energia, i lavori pubblici». Fra gli investimenti che le coop intendono fare a Livorno non poteva non esserci la grande distribuzione. Coop farà il centro commerciale previsto a Porta a Mare e ha in previsione alcuni negozi di vicinato, la formula che sta reggendo meglio alla crisi dei consumi. Crisi che, peraltro, secondo il presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami, a Livorno si è vista poco. «Le vendite nei supermercati della città e nell'ipermercato si attestano sullo stesso livello di quelle del 2008, siamo intorno ai 140 milioni di euro».