I tredici comandamenti della Vincenzi e dellarchitetto Burdett Il nuovo piano regolatore Più poteri ai municipi per le scelte che riguardano il loro territorio UNA BUSSOLA per orientare Genova nello spazio e nel tempo, cioè in relazione con lEuropa e il territorio, da quella macroregione che va da Torino a Firenze al suo interno, costituito dalla città policentrica dei municipi. Il tutto per una città che guarda, evidentemente, ai prossimi ventanni, e anche oltre; sapendo che quello che è previsto in questa sorta di carta costituzionale dellurbanistica - ma anche delle scelte socioeconomiche - si potrà realizzare, dintesa con la città stessa; tutto il resto, non è e non sarà previsto. La bozza del Prg, quasi due anni dopo linizio dei lavori avviati da Renzo Piano, è praticamente alle ultime battute; entro la metà di gennaio, confronto con i municipi e la città, e poi stesura finale, per arrivare in aula e allapprovazione a fine del 2010. Come previsto, insomma, sottolinea Marta Vincenzi. Il Piano regolatore generale ha unaria londinese, perché, come spiega Richard Burdett, advisor del progetto di revisione, oltre che consulente del sindaco di Londra per le Olimpiadi del 2012, si parte da quel "diagramma chiave" (Key diagram, in inglese) che mette su una stessa carta tutti gli obiettivi fondamentali da raggiungere. Lo ha fatto Londra per il suo masterplan, lo fa Genova con tredici punti divisi in tre grandi argomenti (sviluppo economico e delle infrastrutture; organizzazione spaziale e qualificazione dellimmagine urbana; difesa del territorio e qualità dellambiente) che sono una carta fondamentale della Genova futura. La linea verde e quella blu di rispetto delle colline e di recupero del mare («altro che la linea tracciata con il pennarello», precisa la Vincenzi, polemica con il costruttore Davide Viziano che così aveva bocciato lidea-guida di salvaguardia), il marrone della sostituzione urbanistica; insieme ai grandi collegamenti infrastrutturali. Poi, una serie di stelle sulla grande cartina: sono le zone di trasformazione. Non vero e propri punti nei quali deve accadere qualcosa, avvertono Vincenzi e Burdett, insieme ai responsabili dellurbanistica e dellUrban lab, Pier Paolo Tomiolo e Anna Corsi; ma assi della trasformazione. Quindi le due vallate, con la Valpolcevera che riprende fiato attraverso il recupero dei parchi ferroviari di Campasso e Trasta, con il recupero delle aree dismesse di Teglia e campi (senza parlar di stadio, peraltro...) e lo sviluppo che si collega ai nuovi mercati generali; così lasse viario tra Brignole e Molassana. E ancora, a levante, tutto il nuovo waterfront; a ponente il recupero dellaffaccio al mare a Sestri e Multedo, la sistemazione di Erzelli. Non si tratta di avere nuovi, eclatanti progetti, ma di mettere in fila tutti quelli di cui abbiamo parlato in questi anni e che spesso non sono risultati chiari, premette la sindaco. Anche perché adesso cambiano anche le relazioni tra i territori, e soprattutto le competenze: su determinati argomenti - dalle infastrutture viarie agli impianti sportivi, ma anche ad una eventuale moschea - è il Comune che deve pronunciarsi, perché si tratta di elementi che riguardano lintera città, il cosiddetto livello 2 (il livello 1 è quello delle relazioni di area vasta e riguarda strade, ferrovie, aeroporto, porto). Si fa più forte, invece, il potere dei municipi nel dover davvero amministrare il loro territorio; cè un livello 3 (relazioni locali) che valuterà caso per caso dove e come si possa costruire e cosa, oltre a sollecitare la valorizzazione dei centri, storici e commerciali, di ogni quartiere. «Una scelta come quella delle case di Boccadasse, per intenderci, non riguarderebbe più il Comune, ma il municipio», avverte la sindaco. Spazi da annerire, insomma, come in un gioco enigmistico, ma dai confini ben precisi; quello che non è previsto e prevedibile, non ci sarà. Non significa invece un limite fisico allo sviluppo al linea verde, si dice ancora; perché al di là di quella che è la possibilità di realizzare nuove costruzioni, ci saranno comunque spazi per uno sviluppo anche agricolo.