Fa ancora discutere il quadro di Caravaggio rubato 40 anni fa. Due segni mai notati prima, osservati nellunica fotografia a colori, rivelano aspetti inediti nelliconografia del dipinto di Merisi sparito quarantanni fa, se ne parla durante le deposizioni ai processi per mafia, e una delle ipotesi è che sia stato danneggiato o fatto a pezzi. È un dipinto avvolto dal mistero "La Natività con i santi Lorenzo e Francesco" di Michelangelo Merisi da Caravaggio, trafugato in una notte di pioggia, il 17 ottobre del 1969, dallOratorio di San Lorenzo. Unopera che adesso è di nuovo sotto i riflettori grazie ad una iniziativa che vede la collaborazione di Extroart e Amici dei Musei Siciliani, e che da oggi e fino al 19 ottobre propone appuntamenti teatrali, presentazione di pubblicazioni, proiezioni di film e soprattutto un convegno, dal titolo "Caravaggio - La luce dellombra" che si tiene domani pomeriggio alle 17 a Palazzo Reale. E che promette di apportare delle importanti novità sulla lettura dellopera, relativa in particolare a due figure: quella di spalle, già identificata come San Giuseppe, e la figura a fianco, con cappello, barba grigia, appoggiata pesantemente ad un bastone, che di volta in volta è stata identificata come committente o vari altri personaggi, e che molto probabilmente è in realtà un terzo santo. Grazie allunica fotografia a colori esistente del dipinto, che proviene dallarchivio di Enzo Brai, si è inoltre potuto notare un altro particolare, individuato dal direttore di Extroart, Ludovico Gippetto. La mano di San Giuseppe, che appare in una singolare iconografia di spalle e in movimento, ha lindice puntato verso il basso: sul dito si può notare, grazie ad un ingrandimento dellimmagine, un segno rosso, un taglio, che si relazione perfettamente in linea daria con il Bambino appena nato, adagiato per terra su un sottile pagliericcio. Ed è qui che prende forma un altro segno, anche questo mai notato finora: infatti sul costato del Bambino, si può vedere un piccolo ma profondo segno, proprio di fianco al braccio. Se si traccia, idealmente, una linea, ecco che la ferita sul dito di San Giuseppe si congiunge perfettamente con il segno sul costato del Bambino. Una sorta di gesto preveggente della sorte che si compirà, avvolta, come sempre accade nelle pitture di Caravaggio, da una notte senza tempo. Sarà dunque poi compito degli studiosi e degli specialisti avallare o confutare tale tesi, che, comunque, fa comprendere quanti misteri siano ancora da svelare rispetto a questopera, che pur nella sua quarantennale assenza, non smette di attirare lattenzione. Ed è proprio questo, a bene vedere, il motivo che ha spinto i due ideatori delliniziativa, Bernardo Tortorici e Ludovico Gippetto, a dare il via a questa serie di appuntamenti dedicati a Caravaggio, che prendono il via oggi alle 18 presso Massimo Sgroi Antichità, in via delle Croci, 20, con una provocazione: "Pezzi di Caravaggio", che per un mese proporrà lesposizione di frammenti dellopera. Una delle tesi relative alla "Natività" è infatti che la tela sia stata smembrata per una più facile collocazione sul mercato, vista la fama della tela. Liniziativa è unidea di Bernardo Tortorici che sottolinea come lesposizione dei frammenti sia anche questo un modo per non far dimenticare questa "sparizione" ancora senza spiegazione. Spazio alle presentazioni dei libri, nella sede dellOratorio di San Lorenzo, con "Caro Vincenzo" di Antonio Amato, con la presentazione di Amelia Crisantino e Domenico Seminerio e letture dal testo di Rosella Ardizzone. Sempre nella sede dellOratorio si tengono la lettura del poema di Aurelio Pes "La fuga di Caravaggio" con Cocò Gullotta, il "Cunto di un furto annunciato" di Salvo Piparo, che affiancherà una narrazione, alla maniera del "Cunto", con la frammentazione della copia della pittura. "Opere in copia conforme" è invece il titolo della mostra con le copie e le interpretazioni pittoriche di Rosalia Foresta e Pietro Lipari. il 18 ottobre è la volta della proiezione del docufilm "La Natività di Caravaggio" di Rai Educational e a seguire "Riflessioni a pezzi", con gli interventi di Vittorio Sgarbi, Felice Cavallaro, Umberto e Anna Allemandi, Aldo Scimè. Si chiude con la presentazione di un altro libro "Caravaggio in Sicilia" di Alvise Spadaro, con la presentazione di Maria Antonietta Spadaro, che ricostruisce il soggiorno del pittore in Sicilia: Caravaggio soggiornò per quasi un anno in Sicilia, ma la permanenza non è mai stata approfondita. Il libro di Spadaro, recuperando documenti e con ricerche darchivio inedite, svela un determinante soggiorno a Caltagirone dove Caravaggio sarebbe entrato in contatto con fra Bonaventura Secusio, arcivescovo di Messina, grande diplomatico e consigliere di Filippo II di Spagna, che avrebbe garantito durante il soggiorno siciliano committenze e protezione al pittore in fuga. I risultati della ricerca hanno inoltre messo in luce la figura di Giovan Battista Lazzari, committente messinese anchegli di Caravaggio, finora citato semplicemente come «ricco mercante genovese»: le coincidenze cronologiche inoltre permettono di capire perché Caravaggio, pur avendo ricevuto dal Lazzari la commissione per una pala daltare raffigurante la "Madonna con San Giovanni Battista" consegnerà invece una "Resurrezione di Lazzaro".