Di Simine: troppa paura dei ricorsi Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, cosa ne pensa dei vincoli di Palazzo Marino al Piano casa? «La delibera di Milano contiene aspetti migliorativi come quelli decisi da molti altri Comuni. Purtroppo è il Piano della Lombardia a essere uno dei peggiori dItalia dal punto di vista delle garanzie: ha permesso di fare aumenti di volumetrie indifferenziati o demolizioni e ricostruzioni con criteri poco chiari senza mettere paletti». Quelli messi dal Comune bastano? «Sono state salvate alcune zone di pregio: sono poche ma comunque sono qualcosa. Se non altro hanno affermato che il Comune ha una potestà di pianificazione urbanistica. Il problema è che Milano è una città talmente complessa che pensare di decidere cosa salvare dalla deturpazione in tempi così stretti è al limite del possibile». Altre proposte sono state bocciate dallaula, però. «Stiamo parlando di pezzi di città che hanno tutti una forte valenza e che con questo Piano, invece, vengono venduti al mercato delle vacche. Si perde di vista che la città è un organismo da tutelare complessivamente: non si può decidere di lasciare carta bianca alle manomissioni di alcune aree invece di altre. Milano ha patrimoni sparpagliati su tutto il territorio che spesso rappresentano lidentità dei quartieri come nel caso di Lampugnano o le case di via Dezza». Si poteva fare di più? «Senza giustificarla, posso anche capire una certa prudenza istituzionale del Comune. Molti amministratori sono preoccupati di dover affrontare i ricorsi dei cittadini che, magari, si vedranno negata la possibilità di intervento». Cosa rischiamo adesso? «Di giocarci pezzi importanti di patrimonio della città. Abbiamo già visto cosa è successo con i sottotetti. In questo caso, però, sono più preoccupato per i quartieri periferici». Perché avete presentato un esposto alla Corte di giustizia europea contro il Piano casa? «Per noi è illegittimo visto che non prevede la partecipazione dei cittadini alle scelte e neanche quel passaggio oggi obbligatorio in tutta lUnione Europea che è la Valutazione ambientale strategica».