Le regole per gli ampliamenti in vigore da domani in Lombardia La lista delle zone escluse dai cantieri resta quella varata dalla giunta Cassate le richieste su cascine, Trenno, Lampugnano Dopo quattro ore e mezza di discussione passa, con 37 voti su 41, la delibera della giunta che mette una serie di paletti al Piano casa della Regione. Dodici, per la precisione: perché alle undici aree individuate dai tecnici dellassessorato allUrbanistica come "città-giardino" da salvare da iniezioni di cemento, ieri laula del consiglio comunale ne ha voluto ribadire solo unaltra, ovvero tutto il perimetro del Parco Nord. Bocciati o ritirati gli emendamenti sulle altre zone da tutelare, presentati soprattutto dallopposizione. E riformulato solo come ordine del giorno - che verrà votato lunedì - un contestato emendamento del leghista Matteo Salvini (con firme bipartisan) sulla tutela delle cascine di Milano. Voto contrario alla delibera dei Comunisti italiani; astenuti Rifondazione e Sinistra democratica. Voto a favore del resto dellopposizione, con una forte riserva generale sul Piano casa formigoniano. Lapprovazione del provvedimento disegnato dallassessore Carlo Masseroli - che sarà subito operativo - arriva a 24 ore dalla data limite per imporre limiti al Piano casa della Regione: le nuove regole saranno in vigore da domani per i prossimi 18 mesi e permette ai proprietari di case (privati e pubblici) di aumentare le volumetrie fino al 30 per cento con una serie di interventi di risparmio energetico. La legge regionale pone alcuni vincoli sui centri storici - nel caso di Milano, larea della Cerchia dei Bastioni - , ma il Comune ha deciso di escludere dallapplicazione anche quei quartieri periferici con un tessuto particolare. A quelli, nei giorni scorsi, i consiglieri avevano proposto se ne aggiungessero altri - come Lampugnano, Trenno, Cantalupa, le casette di via Barzoni e il quartiere Umanitaria - ma ieri, durante lacceso dibattito, queste ipotesi sono venute meno. Lo scontro più acceso è arrivato sullemendamento presentato dallUdc Pasquale Salvatore (e firmato da Manca e Gallera del Pdl): la delibera prevede la possibilità di incrementare del 40 per cento le volumetrie delle case popolari, ma solo se lo stabile viene abbattuto e ricostruito. Per lopposizione lemendamento - poi modificato profondamente - apriva la possibilità a speculazioni edilizie per i privati: nella versione definitiva, invece, si potrà abbattere una casa popolare e ricostruirla nella stessa zona (anche non sul suolo originario), con la possibilità di vendere quel 40 per cento di volume in più come edilizia convenzionata. Alle critiche che lopposizione ha ribadito fino al momento della votazione sul Piano casa e sulle sue implicazioni lassessore Masseroli ha risposto che «ogni nuova costruzione consentita a Milano dal Piano casa sarà comunque sottoposta al vaglio preliminare della commissione comunale paesaggistica», che prende il posto di quella edilizia e dovrebbe essere operativa a breve. Ma Fai, Italia Nostra e Wwf rilanciano: «Per fortuna molti Comuni lombardi hanno colto il nostro invito per una applicazione molto restrittiva del piano (tra questi, le amministrazioni del Parco Sud): è evidente che sono stanchi di fare cassa svendendo il proprio territorio».