L'estensore del piano di bacino sostiene che la frequenza di esondazione sia molto elevata «DIECI ANNI FA, decidemmo col prefetto e la Ficg di rinviare Sampdoria-Inter perché eravamo in allarme meteo e il Bisagno rischiava di straripare. Poi la pioggia diminuì e il torrente rimase negli argini, ma non potevamo far passare migliaia di persone in zone ad alto rischio esondazione. Oggi la situazione attorno al Ferraris è identica. In altre parole, il piano di bacino non consente di realizzare lì un mega-stadio o qualsiasi altra opera che aumenti il peso insediativo nell'area, palazzi compresi». È il parere di Paolo Tizzoni, vice direttore Sviluppo urbanistico ed economico del Comune, già vicepresidente della Provincia ed ex responsabile del comitato provinciale della protezione civile ai tempi dell'incontro rinviato per rischio alluvione. Tizzoni, ingegnere, esperto di idraulica e assetto idrogeologico del territorio, è anche il "padre" di quel piano di bacino del Bisagno che, stando alle sue parole, potrebbe essere agitato da quanti sostengono l'ineluttabilità del superamento dello stadio di Marassi. A sollecitare l'intervento del superdirigente della giunta Vincenzi, è la proposta sullo stadio lanciata da Erminio Raiteri, ingegnere e docente universitario. Eccola: «Se si realizzasse il canale scolmatore per la messa in sicurezza del Bisagno - dice Raiteri - potrebbe essere estesa la copertura sul torrente. Questo intervento, unito al trasferimento del carcere, possibilmente a Forte Ratti, consentirebbe di ricavare spazi sufficienti per trasformare il Ferraris in un impianto di assoluto livello internazionale». Tizzoni, che in passato ha più volte dibattuto con Raiteri sulle opere necessarie per ridurre la pericolosità del Bisagno anche questa volta replica al collega: «La normativa vieta espressamente di coprire i corsi d'acqua, salvo in casi davvero eccezionali. Lo scolmatore sarebbe certamente utile per far rientrare il Bisagno nei parametri di sicurezza fissati dalla legge. Una volta raggiunto l'obiettivo, grazie alla nuova opera idraulica, però, nuove coperture sarebbero comunque vietate. A meno che non cambino le regole». «In queste condizioni - insiste il responsabile dello Sviluppo urbanistico di Palazzo Tursi - è molto difficile, per non dire impossibile, che la protezione civile e l'autorità di bacino autorizzino la costruzione di uno stadio di grandi dimensioni al posto del Ferraris». E questo perché l'impianto, nel piano di bacino, è inserito in fascia B, allagabile con una frequenza compresa tra i 50 e i 200 anni. I recenti interventi sulla copertura del Bisagno, in viale Brigate Partigiane, dove la portata del torrente è cresciuta da 500 a 850 metri cubi al secondo, hanno avuto un effetto positivo anche oltre la "strozzatura" di Brignole (dove la capacità dell'alveo è salita sino a 710 metri cubi al secondo) ma solo sino all'altezza del mercato di corso Sardegna. Dal punto di vista della sicurezza, quindi, nessun passo avanti in zona stadio. Dove, secondo Tizzoni, per le medesime ragioni sarebbe impossibile anche realizzare nuove abitazioni. Dunque, lo stadio alla Colisa è l'unica strada possibile? Sull'argomento, ieri, si è svolto un dibattito in consiglio provinciale. Il capogruppo di Rifondazione, Alessandro Benzi, ha chiesto al presidente della giunta provinciale, Alessandro Repetto, di sostenere lo studio della Fondazione Genoa (di cui l'ente fa parte) sull'eventuale potenziamento del Ferraris. Repetto,da parte sua, ha ribadito che «il nuovo stadio non è una priorità ma non porrò alcuna pregiudiziale se l'intero investimento sarà a carico dei privati con particolare attenzione ai problemi infrastrutturali». Contro l'ipotesi Colisa, oltre a Rifondazione, si sono espressi anche il capogruppo del Pd, Gabriele Gronda, e quello dei Verdi, Angelo Spanò. V. G.