PIÙ POTERE ai Municipi, che diventeranno piccole amministrazioni in grado di decidere sulla pianificazione di molte questioni che riguardano la riqualificazione dei quartieri (non si pronunceranno, però, sui maxi-interventi, su impianti come gli stadi e sui luoghi di culto). Il tutto dovrà avvenire all'interno del "key diagram" della città, chiave di ciò che si si potrà e non potrà fare nella Genova del nuovo piano regolatore. Il consulente del Comune per l'urbanistica Richard Burdett, il sindaco Marta Vincenzi e i direttori di Urban Lab Pier Paolo Tomiolo e Anna Corsi hanno presentato ieri il "documento degli obiettivi" del nuovo Puc, passo intermedio prima dell'approvazione del nuovo piano prevista per il 2010. Il documento, che il sindaco definisce «la bussola che ci orienterà in mare aperto», nasce da una valutazione dei legami culturali e commerciali di Genova col resto dell'Europa, l'Italia e la Regione Liguria. L'idea che ne esce fuori è quella di una città policentrica, attenta alla qualità ambientale e in grado di valorizzazione le sue aree agricole. Il lavoro presentato, che ha utilizzato lo stesso modello che ha consentito di arrivare al nuovo piano regolatore di Londra, ha richiesto un anno di lavoro, e occupato quasi 50 persone. Tre gli assi fondamentali degli obiettivi: sviluppo socio-economico e infrastrutture, organizzazione spaziale della città e difesa del territorio.Il documento ribadisce la priorità di infrastrutture come il Terzo valico, il rinnovamento del nodo ferroviario genovese e della ferrovia Voltri-Nervi. A mare prevede una riorganizzazione degli accosti delle navi crociera e un rafforzamento dei rapporti tra i tre porti liguri per potenziare retroporti comuni e infine interventi sociali e di politiche della casa nei diversi quartieri.
LIGURIA - piano regolatore, più potere ai Municipi
Il Comune di Genova ha presentato un documento che definisce gli obiettivi del nuovo piano regolatore (Puc) della città. Il documento, che è il passo intermedio prima dell'approvazione del nuovo piano prevista per il 2010, nasce da una valutazione dei legami culturali e commerciali di Genova con l'Europa, l'Italia e la Regione Liguria. L'idea è quella di una città policentrica, attenta alla qualità ambientale e in grado di valorizzare le sue aree agricole. I tre assi fondamentali degli obiettivi sono: sviluppo socio-economico e infrastrutture, organizzazione spaziale della città e difesa del territorio.
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