CATANZARO La Regione chiamata a rispondere dei molti deficit si difende: pesante eredità, ma anche molte innovazioni CATANZARO - Ieri mattina non a vevano affatto l'aria contrita Raffaele Mirigliani, Gaetano Princi e Saverio Zavettieri, rispettivamente assessore alla Presidenza regionale, dirigente generale del dipartimento della Regione Calabria cultura-istruzione-beni culturali e assessore regionale alla cultura, davanti alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. Eppure i tre erano in rappresentanza e in difesa di una Regione Calabria chiamata a rispondere in qualità di "imputata" - ovviante in senso lato - per i tanti deficit nella gestione dei musei, che i magistrati contabili hanno rilevato in un documento dal titolo "Ricognizione della consistenza dei musei in Calabria ed analisi della gestione di alcuni musei più significativi sotto i profili della struttura, dei costi e dei ricavi, dell'utenza e dell'iniziativa divulgativa intrapresa". Dopo l'introduzione del presidente della Corte, Gian Giorgio Paleologo, l'u- dienza (o, meglio, l'adunanza) è proseguita con la lettura dell'"atto di accusa" da parte del magistrato relatore Anna Bombino, curatrice del documento con l'ausilio delle dottoresse Paola Ci-rillo ed Anna Vasapollo. Oltre al presidente e alla relatrice il collegio era composto dai giudici a la-tere Quirino Lorelli e Giuseppe Ginestra. La relazione ruota sulla accusa di "mala amministrazione", che da tempo ormai i magistrati contabili calabresi rimproverano alla Regione in vari settori. Memorabile l'ultimo spaccato sulle spese di gestione e sulle consulenze che la Regione affida per svolgere compiti che secondo la magistratura contabile potrebbero essere espletati dal personale interno. Il leit-motiv è quello del "molte ombre e poche luci". Per quanto riguarda la gestione delle strutture museali, tra i parametri utilizzati dai magistrati vi sono le strutture, il rapporto tra costi e ricavi, i dati dell'utenza e l'iniziativa divulgativa e sono stati effettuati dei confronti tra i diversi musei. Quanto alle "colpe" della Regione sempre secondo la Corte - vi sono tra l'altro lacune e carenze nella programmazione della gestione del patrimonio culturale, con ricadute negative anche sull'utilizzo dei fondi in particolare co-munitari, e la mancata costituzione del sistema museale regionale con alti standard qualitativi. Sono state inoltre sottolineate la scarsità e la bassa qualificazione nel personale impiegato, e la quasi totale assenza di trasparenza nella gestione finanziaria, rimprovero che è andato anche ai comuni. Al "bastone" si è affiancata però "la carota". La Corte ha così riconosciuto alla Regione il tentativo di dare un nuovo assetto al settore, ad esempio attraverso una delibera del dicembre scorso che prevede un complesso intervento programmatico. La stessa relazione ha ricordato come il settore sia oggetto dell'Accordo di programma quadro tra Regione e Ministero delle Attività cultuT rali. Mirigliani, Princi e Zavettieri hanno quindi indossato i panni del difensore. Come ogni Perry Mason che si rispetti hanno regalato un mini colpo di scena, annunciando di aver depositato poco prima dell'udienza delle note "difensive". I rappresentati della Regione hanno sottolineato gli sforzi fatti dall'attuale Giunta che ha ereditato una situazione devastante stratificatasi nei decenni, hanno rilevato come solo di recente ci sia stato un massiccio trasferimento di poteri nel settore dallo stato centrale, e - per il carattere proprio del bene "museo" - la necessità che i prezzi di ingresso siano bassi, in modo da stimolare l'offerta. Dalla ricognizione effettuata dalla Corte risulta che in Calabria ci sono 167 musei, 13 dei quali'statali, 4 provinciali, 78 comunali, 31 ecclesiastici e 41 privati. La relazione della Regione consegnata da Princi in sintesi tiene conto dell'evoluzione legislativa che nel corso-dei tempi ha delineato compiti ed attribuzioni dei vari operatori, ma soprattutto alla luce del recente codice "Urbani" sui Beni Culturali, di recente efficacia (1 maggio 2004). Una relazione quella dell'Assessorato in cui emerge chiaro il concetto di valorizzazione e fruizione dei beni culturali, che devono essere al centro delle nuove linee di indirizzo del codice-"Urbani" che potranno fornire maggiori elementi di dettaglio per una programmazione più reale. La Giunta regionale con delibera n.1128 del 29 dicembre 2003, ha formulato un proprio piano triennale di intervento definendo linee di indirizzo e criteri d'attuazione, oltre allo stanziamento di 385.291,33 euro per gli anni dal 2002 al 2004.