Tesori bloccati Il caso portato ieri al nuovo soprintendente Andrea Alberti dall'assessore Polato. «E' disponibile ad esaminare il caso». Il ricorso al Consiglio di Stato La birreria Paulaner ha vinto la gara Agec. Il no della Soprintendenza «Riapra l'antica osteria. O vendiamo» Dialogo aperto tra il Comune - con gli assessori al Patrimonio Daniele Polato e all'Urbanistica Vito Giacino - e il nuovo Soprintendente ai Beni architettonici e ambientali di Verona Andrea Alberti. «Incontro piacevole - ha detto alla fine Alberti- sul tema della burocrazia, per definire procedure che siano efficaci e rapide, con divagazioni su tutto il patrimonio. In particolare sulla valorizzazione della cinta magistrale, un iter lungo che parte dalla ricognizione degli spazi attuali, per passare alla verifica delle compatibilità con le destinazioni ipotizzate, per giungere alla definizione di un progetto». Un recupero quello della cinta a cui Alberti ha detto di tenere molto, vista la sua provenienza da una città come Ferrara che delle mura ha fatto la sua fortuna. Ma non solo, perché al nuovo soprintendente l'assessore Giacino ha presentato, tra l'altro, il progetto per l'ex caserma Passalacqua, un progetto che Alberti ha definito «interessante». Ma la presa di coscienza di Alberti con la realtà veronese sarà lenta, a partire dalla riorganizzazione museale «sulla quale - ha detto Alberti- sospendo al momento il giudizio, non possedendo ancora gli elementi sufficienti». Ma ci sono quantità di nodi al pettine, nel cui dettaglio ancora non si è entrati, «per esempio ha spiegato Polato il numero degli immobili da recuperare, primo fra tutti il Palazzo del Capitanio. L'ala che insiste su via Arche giace in uno stato di abbandono indecoroso ormai da almeno vent'anni. L'incontro con Alberti è servito a dimostrare l'ampia disponibilità da parte del Comune a risolvere le questioni in sospeso, tra cui il contenzioso con la Soprintendenza che riguarda proprio una parte del Palazzo del Capitanio. Una disponibilità che ha trovato riscontro e risposta nel nuovo Soprintendente». Il contenzioso a cui fa riferimento l'assessore Polato, riguarda la riapertura di un ristorante al piano terra della torre angolare tra via Arche e piazza Indipendenza, un progetto che avrebbe messo fine alla chiusura pluridecennale di uno spazio che è stato storicamente un'osteria. «Il progetto era vincitore di un bando lanciato da Agec, gestore dello spazio spiega Polato - bando in cui l'aggiudicatario (nello specifico la birreria Paulaner ndr) si accolla i lavori di restauro. Ma fu bocciato dalla precedente soprintendente, che non ha riconosciuto consono l'uso commerciale. Di ricorso in ricorso è finita che il Consiglio di Stato ha dato ragione ad Agec, e ora la trattativa per arrivare a una soluzione è in corso." Le ricerche condotte dall'appassionato di storia veronese Pino Breanza fanno risalire al 1836 la presenza qui di un'osteria, citata sulle più antiche guide di Verona e d'Italia. All'ultima edizione del Tocatì risale il tentativo di «riaprire» simbolicamente il locale, ma l'installazione «Voci di Morra», ideata dall'Associazione Giochi Antichi e dedicata al gioco della morra in osteria, aveva dovuto accontentarsi di stare all'esterno. «La cosa è da risolvere con urgenza continua Polato - perché il degrado di questo palazzo è vergognoso. Si era avanzata l'ipotesi di portare qui il Museo di Storia Naturale, ma poiché il progetto rientrava in una più complessa trattativa (ora in stallo) con la Fondazione Cariverona, e ha come premessa la vendita dei Palazzi Pompei e Gobetti per il recupero dei fondi necessari, al momento tutto si è fermato». I locali adiacenti alla torre angolare, sempre affacciati su via Arche, denunciano a chiunque passi di lì lo stato di degrado: «Il Comune in casi così deve ricorrere all'apporto dei privati, in termini di concessioni d'uso o di locazioni (che in questo caso Paulaner sta già pagando), ma se la situazione di degrado dovesse protrarsi ci vedremmo costretti a prendere anche in considerazione l'ipotesi di una parziale messa in vendita dell'immobile». Camilla Bertoni
VERONA Palazzo del Capitanio, 20 anni di degrado.
Il nuovo soprintendente ai Beni architettonici e ambientali di Verona, Andrea Alberti, ha incontrato l'assessore al Patrimonio Daniele Polato e all'Urbanistica Vito Giacino per discutere della burocrazia e delle procedure per valorizzare il patrimonio veronese. Ha espresso la sua disponibilità a risolvere le questioni in sospeso, tra cui il contenzioso con la Soprintendenza riguardo al Palazzo del Capitanio. Il Comune ha anche presentato il progetto per l'ex caserma Passalacqua, che Alberti ha definito interessante. La Soprintendenza ha sospeso il giudizio sulla riorganizzazione museale, non avendo ancora gli elementi sufficienti.
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