Dopo la proposta dell'ingegnere. Gelo del Comune «Il coordinamento c'è già. Troppi musei? Alcune destinazioni da rivedere. Ex city, accordo in tempi stretti» Arriva a stretto giro di posta, ed è gelida come una lastra di ghiaccio, la replica di palazzo Barbieri alle dichiarazioni del presidente di Cariverona, Paolo Biasi, sulla situazione dei musei e delle iniziative culturali in città. Sulle richieste di un «coordinamento» avanzate l'altra mattina da Biasi, il sindaco Tosi replica seccamente che «il coordinamento c'è e noi lo seguiamo giorno per giorno. Il tavolo sulla città? Esiste ed è allargato con tutte le categorie economiche e gli operatori del settore culturale e del turismo. Non solo con Fondazione. Non riconoscere questo è un errore». Quanto all'eccesso di sedi museali («Troppa grazia Sant'Antonio » ha detto Biasi) secondo Tosi è una realtà ma «per colpa delle scelte sbagliate fatte da intellettualoidi di sinistra con la passata amministrazione, che hanno disseminato musei ovunque. Noi peraltro siamo pronti a ragionare su possibili cambi di destinazione. Per esempio per i Palazzi Scaligeri, destinati ad essere più dei contenitori di eventi che dei veri e propri musei. Per Castel San Pietro, peraltro, ormai è tardi, ma anche lì in passato si sarebbe potuto e forse dovuto pensare ad altro: per me il Casinò sarebbe stato il massimo, ma anche una destinazione alberghiera poteva essere utile». E sullo stallo del risiko immobiliare e l'area dell'ex polo finanziario il sindaco commenta che «un accordo va trovato, e in fretta ». Sugli stessi temi interviene anche l'assessore al Patrimonio, Daniele Polato, che proprio ieri ha il neosovrintendente ai Beni Ambientali, Andrea Alberti. Un'ora di colloquio, in cui si è parlato anche di Mura magistrali e dei palazzi storici in vendita o in fase di scambio (palazzo Forti). E a margine dell'incontro, Polato ha commentato proprio le dichiarazioni di Biasi, a partire da quella sulla necessità di un coordinamento tra Fondazione Cariverona e palazzo Barbieri, creato, secondo Biasi, ai tempi della (mancata) mostra di Goldin e poi finito nel nulla. «In realtà - ha spiegato invece l'assessore - erano stati indicati due alti funzionari per tenere i contatti (l'ingegner Tartaglia per l'Agec e un dirigente del settore Cultura) ma venivano sentiti solo per aspetti del tutto marginali. Il tavolo di consultazione che occorre è ovviamente di ben altro tipo. Penso a quanto ha proposto il sottosegretario Brancher, a nome anche dell'altro sottosegretario veronese, Alberto Giorgetti: un punto d'incontro tra le istituzioni (Governo, Comune, Provincia e istituti finanziari) sulle grandi scelte a favore della città.' Polato fa l'esempio del palazzo della Ragione (citato anche da Biasi) per ricordare che 'quel palazzo è gestito per 6 mesi dal Comune e per gli altri 6 proprio da Cariverona: ma cosa ne ha fatto la Fondazione? Purtroppo quasi niente se si esclude la mostra del Museo Pushkin». Sulla situazione di stallo per l'ex Polo Finanziario, Polato ricorda che «siamo fermi su valutazioni diverse, e io continuo a ritenere che quella da noi fatta sia la più corretta, visto che era stata inizialmente condivisa anche da Cariverona. Ma mi spiace che da tempo non ci siano più stati incontri, e che non ci si sia più neppure sentiti». Quanto alla causa legale intentata al Comune dalla Polo Finanziario SpA, che Biasi ha invitato a valutare come una «scelta tecnica e non politica», Polato afferma che «in effetti è davvero assurdo, quasi incredibile, che i tre maggiori istituti finanziari (Cariverona, Popolare e Cattolica, ndr) ricorrano alla giustizia ordinaria per trovare un'intesa col Comune della città in cui hanno sede: una cosa mai accaduta prima ». Lillo Aldegheri