Il convegno Promosso dalla Regione Il prodigo calendario di «Public Camp», esteso a riflessioni e confronti che investono più campi disciplinari, contiene al suo interno anche un convegno: «Città senza nome. Segni e segnali nel paesaggio contemporaneo ». Un tema anch'esso gravido di rimandi, che sarà affrontato nel corso di due giornate di studi, il 22 e 23 ottobre, con aperture alla sociologia, alla semiologia, all'estetica, alla storia dell'arte, alla filosofia e all'urbanistica. Materie indispensabili nell'analisi della città contemporanea, sfuggevole, diffusa, multietnica, priva di elementi identitari coagulanti e pertanto comprensiva di territori imprevisti o, al contrario, di spazi globalmente reiterati. Come i famosi non-luoghi, abitati dai cittadini delle grandi metropoli inconsapevoli di doverli appellare così fino alla definizione di Marc Augé, cui si ricorre ormai senza pudore appena si è in odore di globalizzazione. Del resto sarà proprio l'antropologo francese, direttore della prestigiosa Ecole des Hautes Etudes di Parigi ed «etnologo della solitudine», come si definisce, a introdurre il convegno nella mattinata del 22 con una relazione sulla trasformazione del paesaggio urbano, preceduta, il giorno 21, anche da una «lectio magistralis» su «Globalizazione dell'immaginario e ideologia ». Nel corso delle due giornate, introdotte da Fulvio Caldarelli, ideatore del convegno, intervengono Giovanni Anceschi, Scott Burnham, Roberto Casati, Giulia Ceriani, Gillo Dorfles, Franco Federici, Paul Mijksenaar, Ugo La Pietra, Enzo Mari, Renato Nicolini, Augusto Ponzio, George Ritzer, Antonio Romano, Antonio Somaini e Sébastien Thiery. Alla Puglia è dedicata l'ultima sezione degli incontri che per l'occasione presenta due iniziative innovative: il progetto «Bollenti spiriti», che si occupa della ristrutturazione di circa 150 edifici del territorio regionale da trasformare in laboratori urbani per l'espressione e la creatività giovanile, e il nuovo Piano paesaggistico territoriale della Regione Puglia, fiore all'occhiello di una politica urbanistica regionale capace di coniugare coscienza dei luoghi, tutela e strategie di sviluppo. Marilena Di Tursi