La città e i suoi quartieri: due organismi che sembrano diversi, ma che sono lo stesso corpo, con le storie di strada, le feste rionali, le chiese, le relazioni civili. Nelle città italiane, i quartieri hanno rappresentato il colore, i ceti, i mestieri, e le nuove architetture per dare spazio ad altri abitanti, in una geometria sempre in movimento. Bari alla sua storia dedica un'attenzione parziale e specialistica, raramente resa alla memoria dell'intera città, fatta eccezione per il borgo antico e per qualche tratto di gusto, fra vie ottocentesche e certa edilizia degli anni '20 e '30 del '900. Dopo, viene l'immensa colata di cemento, che stravolge il cuore murattiano e dilata a dismisura le periferie; ma non è mai sorta la città policentrica, il sistema di immobili in grado di favorire la vita associativa in ogni più recente inurbamento. Ed ecco, oggi, l'eredità negativa di tanti rioni in sofferenza, dei quali si parla troppo poco; ecco l'informe rione Japigia, sempre diviso dal mare, per pochi metri di terra disordinata. Ecco ancora San Cataldo, dove il faro vero linguaggio del mare è ormai confuso in tanti palazzoni; ma non basta una penisoletta e alcuni quasi-grattacieli, per fare una Manhattan, per altro stretta in una fitta rete di ristoranti omologati. E poi, nell'immaginaria passeggiata, si giunge a San Girolamo, dove l'assenza di idee e di senso della città raggiunge quote incredibili: da una parte la distesa di una marina ininterrotta, e dall'altra, appena separata da una misera carreggiata, un lungo sipario di palazzi di ogni genere, consunti dall' incuria e dall' abitudine al peggio, segno più di marginalità che di sobria dimora. Bari è una città in movimento, ha affermato ogni concorrente alla vigilia delle elezioni comunali; una città in movimento? E' probabile, se si pensa al trasporto aereo e navale, o alle proposte nemmeno tanto sommesse di vari settori attivi dell' impresa, dell' opinione e, più cripticamente, anche della politica. E allora? Che cosa manca perché questo intero blocco di contrasti fra intenzioni e realizzazioni divenga creatività e spinta risanatrice? Manca la forza di un progetto, di un progetto partecipato, filtrato nell'intelligenza più avvertita della città oggi troppo trascurata dal sistema dei partiti oppure mosso dalla passione e dai bisogni di chi nei quartieri vive ogni giorno. Un progetto non è un «piano» disegnato e convenuto nei luoghi della decisione; è invece un' operazione dinamica, in grado di incidere nel profondo della mentalità dei cittadini, sino a toccare i ceti più marginali. Un simile risultato nasce da un atto di critica e di amore per la città, da un atto di riforma coerente, dal desiderio di non perdere altro tempo. E a Bari esistono le condizioni e le forze per un intervento non solo di immagine; c'è da augurarsi che esista anche un' agenda, accompagnata dalla voglia di tradurla rapidamente in pratica.
BARI - tanti rioni nessuna città. Bari cresce senza un disegno
La città di Bari è caratterizzata da diversi quartieri, ognuno con la sua storia e le sue caratteristiche. Tuttavia, la città è stata influenzata negativamente dalla costruzione di edifici in cemento, che ha stravolto il cuore murattiano e dilatato le periferie. Oggi, molti quartieri sono in sofferenza e manca una visione coerente per il loro sviluppo. La città ha bisogno di un progetto partecipato e dinamico che tenga conto delle esigenze dei cittadini e dei ceti più marginali. Ci sono le condizioni e le forze per un intervento non solo di immagine, ma anche per una riforma coerente e una agenda che possa essere tradotta rapidamente in pratica.
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