Pochi luoghi, in Italia, sono belli e istruttivi come la Toscana. Se manca la Toscana non si racconta il Rinascimento in Giappone; senza i cipressi di San Guido non si apprezza il Carducci; senza il Castello di Castagneto Carducci non si legge del conte Ugolino. Lo sanno bene gli inglesi, principali sostenitori dell'economia turistica toscana, con olandesi, francesi, belgi, danesi e norvegesi. È soprattutto a loro che si deve il tradizionale affollamento delle città d'arte toscane: Firenze, ma anche Siena, Lucca e Pisa visitate in media da uno straniero su due. Del resto nella regione ci sono ben 615 musei, uno ogni 6 mila abitanti, e Firenze ospita tre delle 10 opere più conosciute al mondo, sette delle 10 gallerie più visitate d'Italia, cinque dei 30 musei più frequentati d'Europa. Un record planetario ineguagliabile. Ma non è un quadro in bianco e nero l'economia turistica della Toscana. In un'ipotetica fotografia satellitare l'immagine della regione apparirebbe piena di sfumature e con molte gradazioni di grigio. Perché se è vero che la Toscana ha risentito della congiuntura economica sfavorevole (dopo due anni di crescita delle presenze superiore al 7 e un 2007 di assestamento) con una contrazione dello 0,7 nel 2008 soprattutto per quanto riguarda le mete culturali, la situazione è comunque migliore del corrispettivo nazionale (-2,8). I dati rivelano una dinamica bivalente ma confortante: una flessione delle presenze italiane (-326.000, pari al -1,5 contro il -2,1 italiano) e un aumento di quelle straniere di circa 40.000 unità (pari al 0,2 contro il -3,8 italiano) che suggerisce una recuperata competitività della Toscana sui mercati italiani. Merito di tanta diversità di ambienti e di offerta, che promette di soddisfare tutti. Così i tedeschi vanno al mare ma snobbano l'arte, gli americani si danno al vino e al buon cibo, i brasiliani e gli austriaci al turismo religioso. Ad accoglierli ci sono 11.000 fra alberghi, campeggi e agriturismi, 475.000 posti letto che ospitano quasi 42 milioni di turisti ogni anno (l'11,3 del movimento nazionale) e danno lavoro a 70.000 persone contribuendo per l'8 al prodotto interno lordo regionale con un fatturato di 9 miliardi di euro l'anno. A conquistare i nuovi viaggiatori, è sempre più un'accoglienza dal volto umano, meglio se di lusso. Continua l'espansione della domanda di alberghi a 5 stelle (12,4) e residenze extra-alberghiere (10,6) a discapito degli hotel più economici (-13), ma anonimi. Dormire in una maison di campagna non ha eguali. Lo sguardo che spazia tra le colline gode di una vista impagabile: 64.000 ettari di vigneti e 97.000 di oliveti che ogni anno producono oltre 2 milioni e mezzo di ettolitri di vino e 175.000 quintali di olio d'oliva. Cresce, anche, la risorsa turistica balneare (1,4), seguita da quella di collina (1) e di montagna (0,3), mentre il settore termale registra un forte calo (-5,2). E il futuro? Roseo. Nel 2010 ci saranno più turisti. Lo dicono le previsioni dei tour operator: l'anno prossimo largo a russi, indiani e giapponesi.