Nei secoli i sedimenti del fiume hanno allontanato il mare L'idea, poter visitare il centro storico dai battelli E un canale interno collegherà la città alla rivale Livorno L'essenza dell'antica repubblica marinara torna a inorgoglire Pisa, cinque secoli dopo. Il porto medievale, insabbiato da chilometri di sedimenti dell'Arno e infine abbandonato a favore della vicina (e rivale) Livorno, risorge dalla storia. Non è quello del conte Ugolino e della disastrosa battaglia della Meloria con Genova, bensì l'approdo che si sta costruendo alla foce dell'Arno di Marina di Pisa. Cinquecento posti barca e un progetto da 150 milioni di euro per la costruzione di un quartiere di duecento appartamenti, una passeggiata amare ridisegnata, negozi, centri commerciali attività di rimessaggio. Esoprattutto un porto turistico che si integrerà con gli altri piani urbanistici destinati, entro il 2013, a modificare economia, turismo e percezione di una città straordinaria, ma anche per troppo tempo trasandata. Il nuovo porto di Pisa, infatti, si integra con il progetto Navicelli, un antico canale che, attraversando il parco naturale, raggiunge ilmare del Calambrone, davanti al porto industriale di Livorno e che nei programmi si collegherà (come un tempo) all'Arno. Dunque Pisa potrà navigare a ovest dal grande fiume fino al mare di Marina e a sud raggiungere Livorno. Dedali d'acqua per un ritorno al passato con la tecnologia del futuro. I lavori del nuovo porto sono già iniziati con un grande «boom». Cioè la distruzione con l'esplosivo dei fabbricati in disuso dell'ex area Fiat, 200 mila metri quadrati, dove una volta si costruivano aeroplani, poi diventata Motofides. E ancora prima con la costituzione della Bocca d'Arno spa, società per azioni composta da imprenditori privati. «Il progetto prevede la realizzazione di un porto da 500 posti barca spiega l'assessore Fabrizio Cerri, un villaggio residenziale da 50 mila metri quadrati con duecento appartamenti, un albergo, negozi e centro artigianali legate alla nautica». Il nuovo porto di Pisa non guarda solo al mare. C'è l'Arno, alle spalle, da navigare sino al centro di Pisa. Con battelli e yacht che in futuro potranno, opere di dragaggio permettendo, risalire la corrente sino ai lungarni, navigando tra palazzi storici di mattoni e marmo, non lontano dalla Torre pendente e da Piazza dei Miracoli. «Ma ancor prima continua Cerri potranno decidere di virare a dritta (la destra marinaresca, ndr ) per immettersi nel tratto del canale di Navicelli oggi ostruito e dunque navigare attraverso un tratto di parco di San Rossore sino al porto di Livorno». Immaginate la sinergia che, campanili permettendo, potrebbe nascere tra le due città. A Livorno ogni anno transitano più di cinquecento navi da crociera con più di un milione di passeggeri. Che, tra poco, potrebbero decidere di visitare Pisa dall'acqua, come una sorta di piccola Venezia ritrovata. Poi c'è l'impresa. Lungo il canale dei Navicelli da anni si sono insediate aziende che lavorano settore nautica e costruiscono yacht. Dunque l'apertura del canale verso l'Arno (che fuinterrotto dai bombardamenti alleati) sarebbe una manna. Costerà cinque milioni. Costo a carico della società che sta costruendo al largo di Livorno e Pisa il rigassificatore. Non mancano le critiche. «Il progetto del porto alla foce dell'Arno rischia di modificare le correnti denuncia Fabio Roggiolani, leader dei Verdi toscani e di aumentare l'effetto erosione che già costruzioni di opere a mare a sud e a nord hanno provocato. A Marina di Pisa una volta c'era un arenile bellissimo interamente divorato dal mare, si rischia che la storia si ripeta». La nuova «repubblica marinara» avrà anche un nuovo look urbano che interesserà il prezioso centro storico davanti a Piazza dei Miracoli. Qui, in 118 mila metri quadrati, oggi sorge il vecchio ospedale Santa Chiara che però sarà trasferito nel moderno nosocomio di Cisanello. Il piano, realizzato dalla Chipperfield, prevede il recupero di vecchi edifici, la realizzazione di una nuova piazza, centri commerciali, alloggi per studenti, parcheggi sotterranei. Insomma un nuovo quartiere che si integrerà con il centro storico. Infine, l'ultimo sforzo urbanistico: ilrecupero delle vecchie caserme in città ormai in disuso. Come la «Curtatone e Montanara», l'«Artale», la«Bechi-Luserma». Grandi edifici che possono essere trasformati in musei, centri di aggregazione. Dice il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi: «Mai come oggi la città è stata un grande cantiere diriqualificazione erecupero urbano. Pisa ha davvero pochi eguali tra le città medio-piccole del nostro paese per quantità e qualità di progetti di sviluppo, pubblici e privati, che siano. Anche la riscoperta della vocazione marinara è parte di un investimento coraggioso, innovativo, dalla cantieristica, al turismo, a nuovi poli museali, che dà già frutti importanti, crea nuovo lavoro e fa da argine alla crisi economica. Con la ripresa siamo pronti ad attrarre nuovi investimenti ». E la Regione? Pronta a fare la sua parte. Parola del vice presidente della giunta, il pisano Federico Gelli: «Stiamo valutando progetti per lavalorizzazione delle antiche mura, dei terminal turistici e la riorganizzazione strutturale della città con una maggior valorizzazione dei monumenti e una migliore fruibilità turistica. Non solo Piazza dei Miracoli: ci sono tanti altri tesori da valorizzare ».