Spunta lipotesi di acquisto dei terreni Venerdì si riunisce il Cda della società e la Lega assicura battaglia contro Stanca e Formigoni È il nodo sulle aree di Rho-Pero lultimo fronte aperto di Expo. Un caso, quello sul destino del milione di metri quadrati su cui dovrà prendere forma il progetto per il 2015, che venerdì arriverà sul tavolo del consiglio di amministrazione della società di gestione. Rischiando di creare una nuova frattura. La novità è lultima ipotesi che si sta facendo largo e che ribalterebbe la strada immaginata finora del comodato duso: acquistare i terreni dai privati (in primis Fondazione Fiera che possiede il 50 per cento e il gruppo Cabassi, che detiene il 30 per cento) accendendo un mutuo. Uno scenario che non dispiacerebbe ad alcuni soci "di peso" come la Regione, ma che avrebbe già suscitato i malumori della Lega. Sono due i percorsi per definire il futuro del sito. E il tempo a disposizione non è molto: il prossimo aprile, quando Milano presenterà ufficialmente il masterplan al Bie per la registrazione definitiva, la società dovrà avere a disposizione i terreni. Il problema è capire come e i tecnici di Expo hanno iniziato ad affrontare diverse opzioni. Per questo, nonostante il tema non sia ufficialmente allordine del giorno, dovrebbe già saltare fuori alla prossima riunione. In base al pre-accordo siglato nel 2007 tra Palazzo Marino, Fiera e Cabassi, i proprietari dovrebbero cedere gli spazi a Expo fino a 18 mesi successivi alla fine dellevento per rientrare in possesso però di aree che, a quel punto, diventerebbero doro passando da agricole a residenziali. Il Comune sta continuando a lavorare a un accordo di programma che fisserebbe un indice di edificabilità dello 0,6 con la maggior parte (0,52) riservata a case e palazzi. Un affare che qualcuno non vorrebbe lasciare soltanto in mano ai privati. Lultima tentazione, invece, si chiama vendita. In questo caso sarebbe Expo ad acquistare i terreni rivalutati da servizi e strutture, che potrebbe rivendere andando incontro a tutte le opportunità ma anche ai rischi di unoperazione immobiliare. Di più. A non piacere a parte del cda sarebbe leccessivo esborso a cui si andrebbe incontro: una cifra da diverse centinaia di milioni di euro necessari per entrare in possesso di quei metri quadrati. A quel punto - è il ragionamento - sarebbe meglio siglare un accordo con Fiera e gruppo Cabassi in base a cui, in cambio della destinazione duso, i privati si facciano carico di realizzare parte delle strutture necessarie al 2015. In tema finanziamenti, invece, sarebbero arrivate negli ultimi giorni rassicurazioni sulla parte dei soldi che dovranno stanziare gli enti locali. Un altro fronte, quello del pericolo di infiltrazioni mafiose, verrà affrontato a Roma. Il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini (Pdl) ha presentato un emendamento al decreto legge salva-infrazioni per creare una task force antimafia per le opere Expo: si affiderebbe al «prefetto il coordinamento e lunità di indirizzo di tutte le attività» necessarie, verrebbe costituito presso il dipartimento della pubblica sicurezza un «gruppo interforze centrale» ad hoc e prevista la tracciabilità dei flussi finanziari. Un emendamento che trova già il voto favorevole dei parlamentari del Pd Marilena Adamo, Emanuele Fiano e Luigi Vimercati.
MILANO - Business a Rho-Pero nel 2015 allExpo ora si litiga sulle aree
Il Consiglio di Amministrazione della società di gestione Expo si riunirà venerdì per discutere il destino dei terreni di Rho-Pero, dove dovrà prendere forma il progetto per Expo 2015. La società sta considerando due opzioni: acquistare i terreni dai privati o realizzare parte delle strutture necessarie al progetto. La Lega ha espresso opposizione alla prima opzione, che avrebbe comportato un esborso di centinaia di milioni di euro. Il Comune di Milano sta lavorando a un accordo di programma che fisserebbe un indice di edificabilità dello 0,6. La vendita dei terreni è un'altra opzione, che potrebbe essere più economica, ma che comporterebbe rischi.
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