LA PROPOSTA. Palazzo Barbieri accoglie positivamente le istanze del presidente di Cariverona. Ma arriva la frecciata di Polato: «Solo ora ci cercano? Mi stupisce» Tosi: «Bene la richiesta di Biasi, allarghiamola alle categorie economiche e agli enti del turismo» Il sindaco Flavio Tosi dice sì al coordinamento di mostre, eventi culturali e musei sollecitato dal presidente della Fondazione Cariverona, Paolo Biasi, in occasione della presentazione del progetto di recupero di Castel San Pietro che, una volta ultimato, darà a Verona una nuova superficie espositiva per 5.500 metri quadrati. Biasi aveva quindi auspicato un «tavolo di coordinamento con il Comune, e in particolare con l'assessorato alla cultura, per non rischiare di farci concorrenza reciproca». Secondo Tosi, tuttavia, attorno a questo tavolo non devono sedersi solo Comune e Fondazione: «Dobbiamo coinvolgere anche le categorie economiche e produttive, Camera di commercio, operatori turistici, esercenti, aeroporto, Fiera... in pratica, tutti quelli che lavorano per incrementare le presenze in città in occasione di mostre ed eventi culturali e per razionalizzare le risorse, come stiamo facendo ora in vista della mostra su Corot alla Gran Guardia, in collaborazione con il Louvre. Inoltre, tale cabina di regia, come dice il presidente Biasi, servirà a evitare sovrapposizioni e a proporre manifestazioni di richiamo turistico durante tutto l'anno». Sulla sovrabbondanza di spazi espositivi, Tosi contesta le scelte fatte dalla passata amministrazione su Castel San Pietro che fu ceduta alla Fondazione con il vincolo che mantenesse la funzione museale. «Era meglio», sostiene, «fare scelte diverse e più redditizie per il Comune, quanto al nuovo Polo culturale, è ancora tutto fermo quindi c'è ancora spazio per un confronto». In municipio si sottolinea che la scelta di utilizzare la Gran Guardia e non il Palazzo della Ragione recentemente restaurato grazie a ingenti finanziamenti della Fondazione Cariverona per grandi mostre come quella di Corot, «è dettata da esigenze logistiche, su richiesta dello stesso Louvre». Di razionalizzare l'uso dei musei e degli spazi per le mostre ha parlato ieri anche l'assessore al patrimonio Daniele Polato con il nuovo sovrintendente ai beni ambientali, Andrea Alberti. Polato, su questo tema, non usa mezzi termini: «Abbiamo sempre detto che la nostra città ha troppi spazi per musei, che vanno coordinati», dice, «e Fondazione Cariverona è certamente un partner importante del Comune per l'ambito culturale, quindi dovremo confrontarci. Certo», aggiunge, riferendosi alle parole di Biasi sulla cessione dell'area dell'ex mercato ortofrutticolo, concatenata alla vendita di Palazzo Forti, sede della Galleria d'arte moderna, «stupisce che una società costituita da tre soggetti finanziari, come la Polo finanziario spa, ricorra ora all'amministrazione comunale per risolvere questo problema. Comunque, siamo disponibili a trovare una soluzione». Da parte dell'amministrazione, però, c'è l'esigenza di risolvere la «grana» del palazzo del Capitanio: «È stato lasciato in condizioni intollerabili», chiude Polato. L'assessore alla cultura e turismo Mimma Perbellini rileva che «da due anni l'amministrazione ha lavorare insieme a tutti i soggetti, che prima non dialogavano, svolgendo iniziative comuni con Cariverona, tant'è che quando chiuderà la mostra con il Louvre su Corot, alla Gran Guardia, si aprirà quella che sta facendo Cariverona al palazzo della Ragione». Nei fatti, dice, «con associazioni e compagnie amatoriali stiamo già utilizzando spazi in maniera innovativa, come la biblioteca e gli scavi scaligeri, oltre alla casa di Giulietta».E.G. e E.S.
VERONA - Il Comune: sì al tavolo della cultura
Il sindaco Flavio Tosi ha accettato la proposta del presidente della Fondazione Cariverona, Paolo Biasi, di creare un tavolo di coordinamento per le mostre, eventi culturali e musei a Verona. Biasi aveva richiesto un coinvolgimento delle categorie economiche e produttive, come la Camera di commercio e gli operatori turistici, per evitare sovrapposizioni e proporre manifestazioni di richiamo turistico. Tosi ha contestato le scelte fatte dalla passata amministrazione su Castel San Pietro, che fu ceduta alla Fondazione con il vincolo di mantenere la funzione museale. Il sindaco ha anche affermato che la scelta di utilizzare la Gran Guardia per le mostre è stata dettata da esigenze logistiche.
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