Il consiglio comunale ha approvato un provvedimento di grande rilevanza per il futuro di uno dei più rilevanti monumenti della stagione liberty in Italia: il complesso delle Terme della Salute. La situazione attuale può essere rapidamente riassunta: l'intero complesso è stato alienato nel 2004 dalla precedente proprietà, la Coca Cola, a una società di promozione immobiliare. Vale la pena ricordare quali sono gli interventi che il promotore immobiliare, sulla base dei vincoli imposti dalle vigenti normative, poteva e doveva predisporre: il primo riguarda la possibilità di realizzare, nelle aree non storiche e oggi occupate da vecchi capannoni, una lottizzazione di circa cento appartamenti; il secondo, previsto dal Codice dei Beni Culturali, è l'obbligo di garantire la conservazione della parte storica, vale a dire il parco, l'edificio termale e il belvedere, sottoposti a vincolo di tutela dal 1969, vincolo mai revocato e tuttora attivo. Non sfugge anche al comune buonsenso che alle plusvalenze economiche offerte dalla lottizzazione agiva da contraltare l'onere della conservazione dei manufatti di interesse storico, o per essere più chiari, dato lo stato di degrado nel quale questi tuttora versano, di un restauro non più dilazionabile. Veniamo alle modifiche che l'atto amministrativo approvato malauguratamente introduce. Per usare una metafora si potrebbe parlare di un vero e proprio "spezzatino": il promotore immobiliare, infatti, conserva quelle aree in grado di offrire un reddito certo (gli appartamenti) e cede (o meglio si libera) il comparto storico che presuppone solo oneri. E' un ragionamento agognato da qualsiasi investitore privato. Naturalmente un simile meccanismo presuppone di trovare un soggetto in grado di accollarsi il ramo secco (naturalmente in termini economici) dell'operazione. Il soggetto, e non potrebbe essere altrimenti - si sostiene - data la rilevanza del bene storico, è l'amministrazione comunale che, grazie alla variante urbanistica approvata, svincola la società immobiliare dai suoi obblighi e, in cambio, ottiene la proprietà della parte storica dell'area e il versamento di una somma appena sufficiente per mettere in sicurezza il parco. E' altrettanto chiaro che gli obblighi ineludibili del restauro e del recupero del complesso storico passano, senza sconti, al Comune di Livorno. Altre, a nostro giudizio, potevano essere le strategie dell'amministrazione nei confronti di tale area. Ci si sarebbe aspettati - e nella stessa direzione vanno le osservazioni mosse dalla Regione Toscana - che una simile scelta fosse accompagnata da accurati studi di fattibilità: prima di tutto una seria e meditata valutazione sui reali costi del restauro dell'intero complesso, almeno a livello di previsione preliminare. E ancora, qualsiasi intervento presuppone ipotesi fondate sulla destinazione finale di tali manufatti storici: non sarebbe una banalità ad esempio, ipotizzare che qui si collocasse un museo della storia dell'acqua, magari con annesso centro di studi e di congressi in rete con analoghe associazioni europee e mondiali. Invece l'attuale amministrazione si limita a proiettare fumose ipotesi di restauro in un più o meno lontano futuro: di certo vi è solo il nostro "spezzatino" che, con tutta sincerità, ha lo sgradevole sapore di un'operazione urbanistica targata anni settanta, stile cavalcavia. E allora perché non dare ai cittadini e alla cultura italiana un segnale diverso: visto che nulla è ineluttabile, perché non avere il coraggio morale di ripartire con altri progetti che davvero mettano al primo posto la questione del restauro? che ne fa un gioiello Belle Epoque? Purtroppo quanto è stato approvato scrive una delle più brutte pagine della storia architettonica e urbanistica della città di Livorno. (storico dell'arte)
LIVORNO - TERME DEL CORALLO. Quel monumento costerà molto ai cittadini. È mancato anche uno studio serio sulla fattibilità del restauro
Il consiglio comunale di Livorno ha approvato un provvedimento che permette al promotore immobiliare di realizzare una lottizzazione di cento appartamenti nelle aree non storiche del complesso delle Terme della Salute, alienato nel 2004. Tuttavia, il promotore conserva le aree storiche, che sono state sottoposte a vincolo di tutela dal 1969, e cede il comparto storico al comune. Il comune ottiene la proprietà della parte storica e il versamento di una somma per mettere in sicurezza il parco. Gli obblighi del restauro e del recupero del complesso storico passano al comune.
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