Lira del sindaco: "Alludienza non siamo stati chiamati, eppure quellarea è nostra. Vi prometto, resterà un parco" LAvvocatura: restituite i terreni ai costruttori. No della Procura Nuovo capitolo nella storia giudiziaria di Punta Perotti. LAvvocatura dello Stato, citando la norma contenuta nel pacchetto anticrisi, ha chiesto la restituzione dei terreni ai costruttori. Ma la procura ha espresso parere negativo, facendo riferimento alla sentenza della Cassazione che aveva ordinato la confisca. Ora la parola passa al giudice dellesecuzione. Il sindaco Emiliano: "Vergognoso che non ci abbiano invitati in udienza, ma prometto, là resterà il parco". Per i magistrati la norma nel decreto anticrisi non supera la sentenza della Cassazione La richiesta è stata presentata dallAvvocatura dello Stato per conto della presidenza del consiglio dei ministri: i suoli di Punta Perotti, è scritto nellistanza, devono ritornare ai costruttori. Ma la procura dice no allipotesi. E cita la sentenza della Cassazione che ha imposto la confisca dei terreni. È questo lultimo capitolo della storia giudiziaria dellecomostro, abbattuto nellaprile del 2006. Il caso è stato discusso ieri nelludienza davanti al giudice dellesecuzione, il gup Marco Guida che ora dovrà decidere se restituire o meno i suoli a Matarrese. La richiesta dellAvvocatura dello Stato è stata depositata nei giorni scorsi dopo lapprovazione il 3 agosto scorso, da parte del governo Berlusconi, del pacchetto anticrisi. Un insieme di misure che prevede anche una norma. Applicabile per il caso di Punta Perotti, individua le modalità di risarcimento dei costruttori dopo la sentenza della Corte europea dei diritti delluomo che ha sancito lillegittimità della confisca. Una delle modalità, secondo il legislatore, è appunto la restituzione dei terreni «allavente diritto». Questa almeno è la posizione dellAvvocatura dello Stato che motiva la propria richiesta, non solo citando la norma del pacchetto anticrisi, un emendamento presentato da un parlamentare del Trentino-Alto Adige, e anche la decisione dei giudici di Strasburgo. Pronunciandosi su un ricorso dei costruttori, la Corte europea dei diritti delluomo aveva sentenziato che non è possibile procedere con la confisca quando gli imputati vengono assolti (il caso di Punta Perotti, appunto) e aveva ordinato allo Stato di risarcire le imprese. Con la norma, inserita nel pacchetto anticrisi, di fatto, la maggioranza di governo ha dato il via libera alla restituzione dei suoli. Un modo per risarcire almeno in parte le aziende. Ma la ricostruzione dellAvvocatura della Stato e quindi della Presidenza del Consiglio non convince la procura che ha espresso parere negativo allipotesi di revocare la confisca dei terreni, diventati dopo la sentenza della Cassazione di proprietà del Comune e ora trasformati in un parco della città. Secondo i pubblici ministeri Roberto Rossi e Ciro Angelillis, ieri presenti alludienza, la norma, approvata dal governo, non supera il giudicato penale e cioè la sentenza della Cassazione che, nel 2001, ha di fatto imposto la confisca dellecomostro, lottizzato abusivamente e quindi anche dei terreni. Lipotesi di restituire i suoli ai costruttori, in altri termini, secondo i pm, non è percorribile perché sul caso si è già pronunciata, con una sentenza definitiva, la Suprema Corte. Ora la parola passa al gup che deciderà non prima della prossima settimana. Il caso è complesso, non solo perché la norma, contenuta nel pacchetto anticrisi, è difficile interpretazione, ma anche perché nella storia della giurisprudenza italiana non ci sono precedenti.