Visita al Maxxi di via Guido Reni progettato da Zaha Hadid Unopera costata 150 milioni di euro La prima apertura il 14 e 15 novembre con visite guidate Tra le star, Anish Kapoor e Giuseppe Penone. Cristalli cemento e un mare di luce Entrare nel Maxxi di Zaha Hadid è un tuffo nel bianco latte della luce, uno spazio in cui lo sguardo si perde lungo le linee sinuose dei corpi sospesi, delle scale che corrono verso traguardi astratti, invisibili. È ormai pronto il nuovo museo di via Guido Reni: la presentazione alla stampa internazionale il 12 novembre con larchitetta in arrivo da Londra per guidare un pubblico di addetti ai lavori alla scoperta della sua ultima creatura. Costato 150 milioni di euro (due volte il previsto) e realizzato per il Ministero dei Beni culturali dalle imprese Cerasi e Navarra, il Museo per le Arti contemporanee del XXI secolo avrà nel primo anno di apertura - con le collezioni allestite e quattro grandi mostre, dal 20 maggio - fino a 400 mila visitatori. È una nave di cristallo e acciaio dalle volumetrie sconfinate, con i materiali che mescolano le aspre nudità del cemento alle rare trasparenze del vetro che si apre su squarci di città, un fuori lontanissimo per forme, colori, funzioni. A sinistra dellentrata, sulla piazza che verrà intitolata ad un artista (Alighiero Boetti?) e dietro un filare di tigli centenari, ecco la palazzina che ospitava le caserme dove, su tremila metri quadri, verranno allestiti biblioteca, ristorante, uffici. Intorno, la cerchia giallo ocra dei palazzi del Flaminio, vasi alle finestre, panni stesi. Allinterno, accoglierà il pubblico il lavoro di Maurizio Mochetti "Linee rette di luce nelliperspazio curvilineo" vincitore, per la legge del 2x100, di un concorso che ha sbaragliato oltre 200 concorrenti (fra questi, Kiefer e Kosuth); a sinistra il desk-biglietteria e una piccola libreria. Da un lato, è pronto, con le sedie ancora avvolte nel cellophane, laccesso allauditorium da 220 posti. Di là da una serie di porte a vetro che tagliano lo spazio longitudinalmente, si accede al Museo dellArchitettura, dove campeggerà un grande lavoro di Anish Kapoor: «A sottolineare - spiegano Margherita Guccione e Anna Mattirolo, direttrici del Maxxi rispettivamente per lArchitettura e per lArte contemporanea - lassoluta osmosi tra i due ambiti che sono intrecciati e complementari». In fondo al corridoio, la sala-studio per la consultazione degli archivi darchitettura, da Nervi a Scarpa, dedicata a studiosi e studenti. Guadagnato il piano superiore, il colpo docchio è catturato dal segno caratteristico dellarchitetto Pritzker Prize 2004. Dai lucernai alle scale, fino alle varie quote che si intersecano, lasciando libero lo sguardo di correre in profondità in uno spazio arioso, lucente, arginato dal grigio dalle pareti di cemento: imponenti come fiancate dincrociatori sinnestano nel soffitto di cristalli, realizzato per consentire il passaggio della luce secondo le necessità degli allestimenti, capace con un congegno automatico di miscelare quella artificiale e quella diretta. Tra i protagonisti della collezione, un grande lavoro di Giuseppe Penone, "Le Sculture di Linfa" presentato alla Biennale 2007. Il viaggio in anteprima alla scoperta del Maxxi, nuovo splendido museo della città, si compie con lascesa alla tolda della nave, una immensa sala bianca pavimentata di resina compatta e uniforme che si apre su una vetrata rettangolare, unica e accecante sorgente di luce. È quel parallelepipedo che domina a gettante la piazza, pronto a varcare i mari dellarte, a liberare aria nuova. Non a caso, si racconta che Renzo Piano, accompagnato in visita, saltasse di felicità. Per il pubblico, visite il 14 e 15 novembre orario 10-13; a sera, lo spettacolo che la coreografa tedesca Sacha Waltz ha creato per questo spazio nellambito del Romaeuropa Festival. Prenotazioni obbligatorie per le visite dal 1 novembre allindirizzo di posta elettronica edumaxxidarc.beniculturali.it