Vincenzi: "Il Ferraris non è ristrutturabile, non cè alternativa al nuovo impianto" Costo dellopera 190 milioni, indispensabile il tunnel che collega a Cornigliano PRENDERE o lasciare, signori: il nuovo stadio modello Uefa, pardon Euro 2016 si potrà realizzare solo a Campi, anzi nellex area Colisa, conferma Marta Vincenzi; il Ferraris non va bene, nemmeno ristrutturato, ci sono vincoli troppo forti, a partire dal piano di bacino. Unica concessione, il vecchio impianto resta in ogni caso uno stadio. Tutto come previsto, insomma; ma ora, nel passare la palla alle due squadre - Samp pronta a costruire in ogni caso, Genoa dubbioso, in attesa di avere i dati di una controperizia sul Ferraris - la sindaco si lancia: avete quindici giorni per decidere, poi fateci sapere. E se qualcuno dirà di no? Allora, conclude lei, potremmo averne due, di stadi. Perché ora, diversamente da prima, anche lo stadio diventa un elemento strategico di sviluppo. Sulle note dellinno della Champions League e della colonna sonora di Momenti di Gloria, un video dice addio al comunque suggestivo "cesto" studiato da Stefano Boeri per Sestri; nei disegni (si preferisce chiamarli "suggerimenti", quelli graziosamente offerti da Sviluppo Genova, chi costruirà deciderà come meglio crede) a fronte di una sorta di astronave luminosa arrampicata sul bordo della collina e vigilata da una torre che non è altri che il gasometro di Campi, trasformato in "gasometro della memoria," con tanto di terrazza panoramica (sul viadotto Polcevera?) e di Museo di arte contemporanea, oltre che i servizi allo stadio. Unidea mia, rivendica la Vincenzi, un segno di come questo pezzo di città può diventare strategico. Scherzosamente la sindaco rivendica una laurea honoris causa in architettura; ma è vero che quel segno del gasometro («non come quello di Cornigliano, che alcuni intellettuali volevano mantenere a tutti i costi») resta e deve restare vincolante per i possibili progettisti, a segnare la storia e la trasformazione della vallata. Uno stadio da 190 milioni, compreso il tunnel da 1,2 chilometri da scavare a monte dellimpianto per collegarsi al casello di Cornigliano, visto che la Uefa impone vie daccesso e fuga che non ci sono. Anche questo dovrà essere un onere per chi costruisce; così come tutto il resto, perché il Comune ci metterebbe solo la velocità nello svolgere le pratiche urbanistiche. Ma chi non lo vuole lo dica, sollecita la Vincenzi perché in ballo cè il mantenere Genova nel gruppetto di testa delle città italiane, visto che ora pencola pericolosamente al sesto posto, e uno stadio europeo in meno può fare la differenza e buttarci di sotto.