Palazzo Marino: a Lampugnano si vogliono costruire palazzi troppo alti, le volumetrie vanno distribuite in due zone vicine Masseroli: nessuna guerra di religione Fedrighini, Verdi "Sarebbe unottima operazione" Torna a materializzarsi lipotesi commissariamento sullurbanistica per Palazzo Marino. Un rischio che riguarderebbe una delle tre aree per cui altrettante società del gruppo Ligresti hanno depositato in Provincia una richiesta per sbloccare i loro progetti: quella di via Natta, nel quartiere di Lampugnano. E, questa volta, a non escludere la possibilità è lo stesso assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli: «Se loperatore decidesse di proseguire sulla sua proposta iniziale potrebbero esserci le condizioni per il commissariamento». La lettera con cui il Comune risponderà ufficialmente a Palazzo Isimbardi non è ancora partita, ma la volontà di Palazzo Marino è chiara. La stessa che, ha spiegato Masseroli durante una commissione comunale, lamministrazione aveva già prospettato ai privati: spalmare i diritti per costruire in via Natta (59mila metri cubi con un indice molto alto, superiore a 3) su due aree comunali vicine. I palazzi previsti, infatti, sarebbero troppo alti rispetto al contesto. «In questo modo - ha detto lassessore - si riuscirebbe anche a mantenere uno spazio verde vicino». Daccordo il consigliere dei Verdi, Enrico Fedrighini: «Se il Comune riuscirà a ottenere il dimezzamento delle volumetrie avrà fatto unottima operazione che lascia ben sperare anche per il Pgt». Ma i privati potrebbero non essere favorevoli e Palazzo Isimbardi dovrà ancora esprimersi. Per larea di via Macconago nel Parco Sud, invece, una risposta è già stata inviata: in quel caso per il Comune deve essere la Provincia a dire se sarà necessario stralciare il progetto dai cosiddetti Piani di cintura. Le tre zone, però, non sono le uniche per cui lamministrazione ha contenziosi aperti con il gruppo Ligresti: lassessorato avrebbe un "dossier" con tutte le situazioni che aveva iniziato a esaminare due anni fa. Critico il consigliere Basilio Rizzo, della Lista Fo: «Finalmente ora sapremo qual è lentità di questo contenzioso». Ma per Masseroli quella con limprenditore «non è mai stata una guerra di religione. Chiunque abbia voglia di investire a Milano è una risorsa». (a.gall.)