Lassessore Corsini in Procura: "Saneremo le irregolarità amministrative" Otto impianti su 15 potrebbero riaprire subito. Riconosciuto il diritto alluso da parte degli utenti Potrebbero riaprire al pubblico a stretto giro, forse già in settimana, otto dei quindici impianti sportivi sequestrati dal gip di Roma perché ritenuti abusivi. Determinante per la rimozione dei sigilli lincontro a Piazzale Clodio fra il pm titolare dellinchiesta, Sergio Colaiocco, e lassessore capitolino allUrbanistica Marco Corsini. Il quale ha rassicurato i magistrati che il Comune rilascerà entro 6-9 mesi, man mano che i circoli ne faranno richiesta, i permessi a costruire in sanatoria necessari per correggere le irregolarità edilizie di natura amministrativa. Da ottenere previo pagamento, ove dovuto, degli oneri concessori. Una promessa che se non ferma linchiesta penale è comunque sufficiente a strappare il tanto auspicato provvedimento di dissequestro. Ma solo a favore di piscine e foresterie già ultimate (restano pertanto escluse le quattro dove i lavori sono ancora in corso) e ricavate su aree non vincolate. E ciò per salvaguardare i diritti dei cosiddetti "terzi in buona fede", ossia i fruitori degli impianti. Si tratta, quindi, dellAquaniene alla Moschea e dello Sport 2000 sulla Colombo (entrambe su suolo comunale), nonché il Cristo Re nel quartiere Trieste, il Tiro a Volo ai Parioli, Villa Flaminia al Flaminio, Babel allInfernetto, Eschilo 1 allAxa, Real Sporting Village sullAurelia. Un mini-condono necessario per mettere una pezza alla procedura adottata dal commissario straordinario Claudio Rinaldi e ritenuta scorretta dai pm romani. Per i quali la costruzione degli impianti sportivi si sarebbe potuta avviare solo dopo il rilascio del permesso comunale e il versamento dei relativi oneri. «Grazie anche allatteggiamento equilibrato e alla sensibilità dimostrata dai magistrati, abbiamo dato la nostra disponibilità a sanare la situazione dei circoli ove possibile», ha spiegato lassessore Corsini. «Lestensione delle proteste dimostra che vi è un interesse e un uso diffuso delle strutture sequestrate, quindi è giusto pensare prima ai cittadini, questa partita va chiusa». Ma in ballo non cè solo il rilascio dei permessi. Secondo indiscrezioni, il Comune sarebbe pronto anche ad approvare una deroga al Prg per sanare gli abusi edilizi - dagli aumenti di cubatura al mancato rispetto delle distanze - che riguardano buona parte delle 15 strutture sequestrate. (gio. vi.)