L'idea di per sé è ottima, un grande catalogo delle biblioteche italiane per scoprire dove, in quale biblioteca, si nasconde il libro che stiamo cercando. Si chiama Sbn, Servizio bibliotecario nazionale, ed è messo a disposizione di tutti, gratuitamente, all'indirizzo internet www.sbn.it. Promosso dal ministero dei Beni culturali, Sbn è utile anche ai bibliotecari, ai quali accelera il lavoro di catalogazione dei nuovi volumi. «Se il volume da catalogare è già in adozione in un'altra biblioteca spiega una bibliotecaria basta vedere come, lì, è stato catalogato, e copiare, in modo da garantire uniformità nella successiva ricerca». In realtà, però, questo catalogo nazionale è monco. Lo ammette per primo Tommaso Giordano, che di Sbn è uno degli artefici. «Sbn racconta Giordanoè nato a Fiesole, negli anni Ottanta, per volontà di un gruppo di bibliotecari di cui facevo parte. Andava bene per quei tempi, quando ancora non c'era Internet. Va meno bene oggi». Perché non è, spiega Giordano, una rete aperta a tutte le biblioteche. «Su un totale di 12-13 mila biblioteche italiane sono soltanto circa 2 mila quelle che colloquiano con Sbn». Alcune grandi università, come, a Milano, la Cattolica o la Bocconi, non ne hanno mai fatto parte, altre, come la Bicocca, se ne sono da poco allontanate. «Al momento di rinnovare il nostro softwaredice Maurizio di Girolamo, direttore della biblioteca della Bicocca la versione più recente di Sbn, chiamata Sbn Unix, non rispondeva alle necessità tecniche e funzionali della nostra biblioteca. Per questo motivo, dopo una valutazione delle possibili alternative, la nostra scelta è caduta su un altro software, Aleph 500, prodotto dalla israeliana Ex Libris». L'incompatibilità tra sistemi è un problema: «Noi abbiamo Alephspiega Marisa Santarsiero, direttrice della biblioteca della Bocconie stiamo per passare a Millennium, un software nato in California. Sbn Unix non l'abbiamo mai preso in considerazione». L'obiettivo di Sbn Unix, era quello di rendere più uniforme il vecchio Sbn, un tempo articolato in quattro diversi software, dandogli una nuova, unica, struttura. Un nuovo software unico al posto dei vecchi quattro. In teoria, avrebbe dovuto ammodernare il vecchio Sbn. In realtà, dice Marisa Santarsiero, «ha avuto una nascita lunga otto anni, ha subito gli interventi di tante, troppe, ditte diverse (tra cui Finsiel, del Gruppo Telecom Italia, e Csi, ente informatico piemontese, ndr) e al momento del suo debutto era già vecchio: esistevano software commerciali capaci di svolgere, meglio di Unix, le stesse funzioni». Secondo fonti vicine al Ministero, Sbn Unix, la cui nascita, stando a quelle fonti, è costata 2 miliardi di lire iniziali più una serie di costi aggiuntivi, ha sì qualche imperfezione, ma ha anche il gran pregio di essere gratuito, a differenza dei suoi concorrenti commerciali, che possono costare 100 o 200 mila euro l'uno. «Certo, il Ministero offre gratis alle biblioteche una copia di Sbn Unix dice Fabio Valenziano, installatore e manutentore di software per biblioteche , che poi però ha bisogno di continui aggiornamenti e correzioni che la biblioteca deve pagare di tasca propria, spendendo dopo ciò che aveva risparmiato prima, o poco meno...». A molte università, insomma, Sbn Unix non piace e il rischio, per Sbn, è di perdere adesioni e rimpicciolirsi. Contro questo rischio, ha trovato una soluzione: si è aperto ad altri software e ha dato così una risposta a chi, come Giordano, lo definisce un sistema chiuso. Fino a ieri, la biblioteca che sceglieva un software commerciale al posto di Sbn Unix rimaneva tagliata fuori da Sbn, non poteva, per un problema di incompatibilità tra i due software, partecipare al grande catalogo nazionale. Oggi non è più così. Nella sua nuova versione, nota agli addetti ai lavori col nome di Indice2, Sbn si apre e, garantiscono fonti a lui vicine, i software commerciali potranno colloquiare con lui. Anche le biblioteche che hanno preferito a Sbn Unix gli Aleph o i Millennium, potranno, se vorranno, collegarsi a Sbn. L'uso del futuro è d'obbligo perché per collegarsi dovranno comprare un apposito modulo, un laccio che lega Sbn ai software commerciali. Ma il futuro, dicono in molti, è alle porte.
Corriere della Sera
14 Giugno 2004
La biblioteca è online, ma solo in parte
FR
Francesco Margiocco
Corriere della Sera
Il Servizio bibliotecario nazionale (Sbn) è un catalogo delle biblioteche italiane che promuove la catalogazione dei nuovi volumi e la ricerca di libri. Tuttavia, Sbn è un sistema chiuso che non è compatibile con altri software commerciali, come Aleph e Millennium, e non consente alle biblioteche che lo utilizzano di collegarsi a Sbn. Il Ministero dei Beni culturali ha cercato di risolvere questo problema con la creazione di una nuova versione di Sbn, nota come Indice2, che si apre a software commerciali e consente alle biblioteche di collegarsi a Sbn.
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