Bagno a Ripoli Il critico nell'oratorio di Santa Caterina dov'è esposta l'opera di Gaddi. Natali: «Non pensa al rischio furto» Sgarbi a Bartolini: «Mi proclamo pro-sindaco: convincerò Bondi a lasciarlo qui» Se fosse lui il sindaco di Bagno a Ripoli il trittico di Agnolo Gaddi non lo restituirebbe proprio. Vittorio Sgarbi domenica sera ha visitato l'oratorio di Santa Caterina e la mostra che è in corso. L'occhio del critico d'arte cade subito sulla tavola d'altare del Gaddi: «Madonna col Bambino e angeli tra i santi Andrea e Lorenzo». Là, nell'abside dell'oratorio, l'opera è tornata in questi mesi proprio nel luogo per il quale è nata quando è stata commissionata dalla famiglia Alberti, nel 1390. «La posizione ideale», esclama Sgarbi osservando prima da lontano poi da vicino. Si sofferma a lungo davanti al trittico mentre Giuliana Righi, una delle anime della mostra, che dall'ufficio cultura del Comune segue ora quotidianamente, con dedizione, i visitatori della mostra, illustra retroscena e significati dell'opera come degli affreschi alle pareti. Le scene della vita della Santa Caterina d'Alessandria (perseguitata dall'imperatore Massenzio per la sua fede cristiana) sono perfettamente conservate, nel silenzio che circonda l'oratorio di via del Carota, in aperta campagna. «Perché mai se il trittico è stato rubato da qui, non dovrebbe restare dov'è?», chiede a un tratto il critico. L'idea prima sussurrata diventa poi urlata: «Che senso ha che torni nei depositi degli Uffizi. Chiederò al ministro Bondi di lasciare l'opera dove si trova ora. Se ne dovrà occupare, sta a lui». La provocazione prende campo, si guarda intorno: «Mi nomino seduta stante 'pro-sindaco'». Un attimo di smarrimento tra i presenti: 'Cioè?' chiedono con ilarità i veri ammini-stratori di Bagno a Ripoli, il sindaco Luciano Bartolini e il vicesindaco Alessandro Calvelli in visita con lui all'oratorio. «E' un sindaco che vale per un momento solo e per una sola questione. Questo di tenere il Gaddi qui è il mio impegno». Poi sempre con Bartolini e Calvelli al fianco Sgarbi ha fatto brevi soste in alcune delle ville della zona, alla Fonte della Fata Morgana e al monumento di Silvano Porcinai dedicato alla lavandaia in piazza Umberto I a Grassina. Alla provocazione sul trittico del critico risponde Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi: «Il trittico di Agnolo Gaddi, come le altre opere in mostra, è in prestito per tre mesi spiega Natali e per restare dove si trova avrebbe bisogno di una vigilanza stretta, 24 ore su 24, come è sorvegliato in questo periodo. Quella di Sgarbi non può che essere una battuta perché chi ha visitato il luogo capisce subito che l'isolamento dell'oratorio non permette di conservare nessuna opera. Non a caso il trittico è stato rubato da lì». Il furto risale al 1921 e la tavola fu ritrovata senza la predella e i due pilastri laterali, elementi tutt'oggi mancanti. L'ultimo restauro è del 2008, finanziato della galleria Moretti di Firenze. Oltre al famoso trittico la mostra «L'Oratorio di Santa Caterina all'Antella e i suoi pittori » espone altre undici opere dei maestri che hanno lavorato per affrescare il luogo: Spinello Aretino, il Maestro di Barberino, Pietro Nelli. L'allestimento fa parte del progetto «La città degli Uffizi», ideato da Antonio Natali e curato da Angelo Tartuferi. Dopo il debutto a Figline Valdarno, questa seconda tappa del progetto colleziona in queste settimane un successo di pubblico sempre in crescita: oltre 2.500 visite dall'inaugurazione il 19 settembre, oltre 400 solo questo fine settimana. Un successo che Natali saluta con soddisfazione: «E' la prova del valore di un progetto che serve agli abitanti di Bagno a Ripoli per prendere coscienza della ricchezza artistica che hanno e a tanti turisti e fiorentini a fare invece la conoscenza di un luogo ingiustamente trascurato». Lisa Baracchi
FIRENZE - Non ridate il trittico agli Uffizi
Vittorio Sgarbi ha visitato l'oratorio di Santa Caterina a Bagno a Ripoli e ha espresso la sua opinione sulla mostra in corso, che ospita il trittico di Agnolo Gaddi. Sgarbi ha affermato che il trittico dovrebbe restare nell'oratorio, dove è nato, e ha chiesto al ministro Bondi di lasciarlo lì. Ha anche affermato di essere 'pro-sindaco' e di convincere Bondi a lasciare il Gaddi lì. Il direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, ha risposto che il trittico è in prestito e che non può restare lì senza una vigilanza stretta.
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