ROMA - Era a Parigi, al Museo del Louvre, dal 1861 ma ora torna per qualche mese a casa, ad Anzio: è la Venere Marina, che sarà esposta dal 16 giugno al 17 ottobre, al Museo civico archeologico di Anzio. Affine, come tipologia, alla ben più famosa Venere Capitolina, la Venere di Anzio, è detta anche Venere Marina per gli elementi che la caratterizzano: un delfino che funge da sostegno, cavalcato da Eros, in marmo lavorato con la tecnica del tuttotondo e di notevoli dimensioni (194 x 50 cm). La statua testimonia il successo presso i Romani del modello greco creato da Prassitele intorno al 340 a.C., per decorare un sacello della dea eretto nella città di Cnido, fiorente centro dell'Asia Minore. Ritrovata tra le rovine dell'antica Antium, entrò a far parte di una delle più famose collezioni d'arte antica di Roma, quella di Giampietro Campana. In questa occasione furono probabilmente eseguiti i primi restauri e integrazioni delle parti mancanti. Nel 1861 Napoleone III acquistò per il Louvre la collezione Campana, arricchendo così la già imponente raccolta parigina. La Venere di Anzio rimase esposta nell'ala più prestigiosa della collezione dei marmi antichi, costituendo la premessa, nell'itinerario di visita, alla Venere di Milo, simbolo per eccellenza dell'estetica tardo ellenistica. Con il riallestimento di questo settore del Louvre, realizzato negli anni Trenta, la statua fu relegata nei magazzini dai quali riemerge solo per poter essere ammirata al museo di Anzio. Il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, dopo aver ringraziato Henry Loirette, direttore del Museo del Louvre e Alain Pasquier, direttore del dipartimento di Antichità greche, etnische e romane del Museo, per aver sostenuto l'iniziativa e facilitato l'arrivo del reperto archeologico, ha ricordato le iniziative promosse dal Museo di Anzio, inaugurato due anni fa: la sperimentazione didattica, compresa quella, destinata ai disabili, lo studio e la catalogazione dei reperti; la ricerca delle testimonianze dell'antica Antium disperse in tanti musei italiani e stranieri. "In occasione dell'inaugurazione della mostra della Venere di Anzio - ha ricordato il primo cittadino - è stata allestita la nuova sala del Medagliere, dove è esposta un'ampia collezione di monete provenienti dal territorio; è stata predisposta una nuova pavimentazione di parte della sala 5, dove è riprodotto un pavimento a mosaico di età imperiale, scoperto ad Anzio negli anni Venti; sono state riallestite le vetrine delle sale 1 e 2 con materiali votivi rinvenuti nel 1954 e da allora conservati nei magazzini del Museo nazionale romano, a Palazzo Massimo, alle Terme. Tra questi un raro biberon a forma di elefante montato dal suo cornac. "Questi reperti - ha spiegato il sindaco - tornano ad Anzio a tempo indeterminato, anche grazie al sostegno di Adriano La Regina, soprintendente archeologo per Roma e di Marina Sapelli, da poco soprintendente archeologo per il Piemonte, ma a lungo custode della 'Fanciulla di Anzio', in qualità di direttore del museo di Palazzo Massimo". Inoltre, altri reperti rinvenuti nella cittadina e conservati nei magazzini delle Terme di Diocleziano, stanno per tornare a casa. "E questa - ha concluso il sindaco - la prospettiva futura delle attività del Museo civico che prende il via con l'esposizione della Venere di Anzio: creare, anche grazie a nuovi rapporti di collaborazione con istituzioni museali ed enti italiani e stranieri, un centro di documentazione che raccolga notizie, documenti ed immagini delle opere disperse in tanti musei, ma unite dalla loro provenienza; riannodare i fili della nostra storia attraverso le testimonianze del passato".
La Venere marina è tornata a casa
La Venere di Anzio, una statua in marmo, sarà esposta al Museo civico archeologico di Anzio dal 16 giugno al 17 ottobre. La statua, affine alla Venere Capitolina, è stata ritrovata tra le rovine dell'antica Antium e faceva parte della collezione di Giampietro Campana. Nel 1861, Napoleone III l'acquistò per il Louvre, ma la statua fu relegata nei magazzini per essere esposta solo per brevi periodi. Il sindaco di Anzio ha ringraziato il direttore del Louvre e il direttore del dipartimento di Antichità greche, etniche e romane del Museo per aver sostenuto l'iniziativa.
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