Il ministro Bondi: via libera al progetto di rilancio, sarà il nostro Louvre Bicentenario di Brera. Numeri da brivido. E una prospettiva davanti: la Grande Brera. «Sarà il Louvre italiano» attacca il ministro Bondi. Anche se non mancano le polemiche sul trasferimento dell'Accademia nella caserma di via Mascheroni. Inizio lavori: 2010. Fine: 2015. Nomina di Mario Resca commissario straordinario per snellire le procedure. E la nascita di una Fondazione pubblico privato. «Brera è patrimonio del mondo» attacca la Moratti. Che annuncia un road show da New York a Tokio. Ma la vera svolta è la collaborazione tra un museo statale e l'amministrazione comunale. l bicentenario Ampliamento della Pinacoteca e trasloco. «Niente auto nel quartiere» Il ministro fissa tempi e progetto. La Moratti: promozione in tutto il mondo La Grande Brera come il Louvre. Anzi, «come il Louvre italiano». Al di là dei proclami del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, il bicentenario della Pinacoteca segna una svolta nei rapporti tra Brera e la città, tra Stato e Comune. Niente più separazioni, niente più gestione concorrenziale dei musei, ma «sinergia e sintonia » come ha ripetuto ieri il sindaco Letizia Moratti per andare a presentare «insieme» al mondo quel gioiello che risponde al nome di Brera. Conferenza stampa davanti alla Predica di San Marco ad Alessandria di Gentile e Giovanni Bellini. C'è la sovrintendente Sandrina Bandera, il ministro Bondi, il sindaco Moratti, l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory. L'occasione è il Bicentenario di Brera e la pubblicazione di un libro sulla storia della Pinacoteca. Ma gli occhi sono tutti puntati su quello che diventerà Brera nel prossimo futuro. Il progetto è quello noto: la Grande Brera. Prevede l'ampliamento della pinacoteca e il trasloco dell'Accademia con polemiche annesse. Ieri, Bondi ha fissato il cronoprogramma. Partenza lavori nel 2010, conclusione nel 2015, in occasione di Expo. La nomina di Mario Resca quale commissario straordinario per la realizzazione dell'opera e la «potenziale» nascita di una Fondazione Grande Brera che veda insieme pubblico e privato. «Saranno coinvolti Comune, Provincia, Regione e banche - attacca Bondi - , che si sono già espresse in modo positivo. Ma anche imprenditori e quella borghesia illuminata che ha reso grande Milano, occupandosi soprattutto di sport e filantropia, e che ora potrà contribuire anche alla rinascita sociale e culturale». Il riferimento a «imprenditori » impegnati nello «sport» fa pensare che qualcosa bolla già in pentola. «L'Italia è una superpotenza culturale - conclude il ministro - Brera diventerà uno dei più grandi musei d'Europa al pari del Louvre». Del nuovo corso parla anche la Moratti. Collaborazione. Il Comune si farà carico della nuova illuminazione della Pinacoteca. Sinergia. Parte il road show internazionale per presentare la Grande Brera al mondo. Da New York per arrivare a Tokio. «Perché Brera deve essere patrimonio del mondo. E sintonia e sinergia tra le istituzioni sono la strategia vincente». Altri esempi di sintonia? Li spiega Finazzer Flory: «Da novembre chi acquisterà il biglietto per la pinacoteca potrà visitare gratis il museo del Risorgimento. Il Comune intende mettere a posto anche l'orto botanico di Brera con la creazione di un roseto e ci auspichiamo che si arrivi alla pedonalizzazione della zona». Dove la sintonia manca è sull'Accademia e il trasferimento nella caserma di via Mascheroni. «C'è l'unanimità assoluta - attacca il vicedirettore dell'Accademia, Ignazio Gadaleta - gli spazi della Mascheroni non sono sufficienti. Parliamo di settemila metri quadri che per la maggior parte sono costituiti da scantinati inagibili ». Posizione condivisa da molti altri docenti e degli studenti. Bondi incontrerà Maria Stella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione nei prossimi giorni per fissare le date del trasloco, ma taglia corto. «La Grande Brera sarà sicuramente un vantaggio per la Pinacoteca, ma anche per l'Accademia che avrà spazi più efficienti. Sarà una cosa buona per tutti». Maurizio Giannattasio