Il bilancio della sesta campagna di scavi nella necropoli del castello del Tartaro Con oltre cinquemila tombe venute alla luce, è uno dei più grandi cimiteri preistorici del Nord Italia Gli studenti dell'istituto «Da Vinci» di Cerea hanno chiuso il «cantiere archeologico» della necropoli del castello del Tartaro alla fine della sesta campagna di scavi. La settima riprenderà in primavera, quando si cercherà di riportare alla luce le testimonianza di quello che - con le sue oltre 5mila sepolture dell'età del Bronzo - è il cimitero preistorico tra i più vasti mai rinvenuti nel nord Italia. Il sito archeologico, immerso nelle Valli Grandi, è nato grazie alla sovrintendenza di Verona ed al Comune che, attraverso un contributo regionale di 12mila euro, hanno poi coinvolto gli studenti dei Beni culturali all'università di Verona e una trentina di ragazzi del liceo cereano coordinati dall'insegnante Maddalena Fortunati. Ad oggi nell'area oggetto degli scavi - di proprietà dell'agricoltore Maurizio Cagalli - sono state rinvenute ben 463 tombe: unas ettantina solo quest'anno. Molte conservano scheletri e reperti archeologici in ottimo stato. «Secondo i nostri calcoli», afferma Luciano Salzani direttore alla Sovrintendenza archeologica di Verona, «le dimensioni complessive della necropoli sono di circa 150 per 50 metri». La superficie occupata dal cimitero sarebbe pari quindi a 7.500 metri quadrati. La scoperta più interessante di quest'ultima campagna è stata la presenza di una decina di tombe senza nessuno scheletro al loro interno. «Non sono state depredate», spiega Salzani. «Qui per la prima volta emerge il rito del Cenotafio, che in greco significa tomba vuota. Sono monumenti funebri costruiti in ricordo di una persona morta lontano o della quale non è stato possibile ritrovare il corpo». Un altro particolare è che le sepolture venivano fatte in due modalità: inumazione e cremazione. Sugli scheletri sono stati trovati anche diversi reperti ornamentali: orecchini, ferma trecce, spilloni per sostenere gli abiti. Le scoperte degli ultimi anni saranno oggetto di una mostra che si terrà a Cerea tra gennaio e febbraio organizzata dal Comune assieme al liceo scientifico. «I nostri ragazzi», dichiara Luisa Zanettin, dirigente dell'istituto, «hanno avuto la possibilità di fare lezione in modo diverso dal solito e di scoprire quello che per loro potrà essere un nuovo interesse. Il lavoro per loro ora si sposta nei laboratori della scuola, dove avverrà lo studio dei reperti. Questo progetto per noi è molto importante, tanto che alla fiera nazionale dell'orientamento scolastico ci permette di rappresentare il Veneto». Sempre durante l'esposizione dell'anno prossimo sarà possibile acquistare il catalogo fotografico della necropoli dei castelli del Tartaro.
CEREA. Il cantiere archeologico chiude per l'inverno
La sesta campagna di scavi nella necropoli del castello del Tartaro è stata conclusa con la scoperta di oltre 5.000 tombe dell'età del Bronzo. Il sito archeologico, situato nelle Valli Grandi, è uno dei più grandi cimiteri preistorici del Nord Italia. Gli studenti dell'istituto Da Vinci di Cerea hanno partecipato alla campagna di scavi, guidati dall'insegnante Maddalena Fortunati. La settima campagna di scavi sarà iniziata in primavera. Le tombe rinvenute conservano scheletri e reperti archeologici in buono stato. La scoperta più interessante è stata la presenza di tombe senza scheletro, che potrebbero essere considerate come "tombae vuote".
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