avvocato L'atto d'appello presentato dalla Procura di Livorno impone alla proprietà alcune osservazioni. Ciò che appare evidente è che la Procura ha ripetuto pedissequamente gli argomenti della requisitoria senza contrapporre alle motivazioni, invero puntuali e ben argomentate della sentenza assolutoria, censure né in fatto né in diritto. Appare incredibile che si continui ancora oggi ad affermare che le Terme del Corallo sarebbero state acquistate per lasciarle poi degradare al solo scopo di utilizzarle per ottenere nuove possibilità edificatorie scaricando, così, tutti gli oneri del restauro sull'amministrazione pubblica. È acclarato, e la sentenza bene lo evidenzia, che è solo ed esclusivamente il regolamento urbanistico adottato dal Comune di Livorno - con delibera del Consiglio Comunale numero 43 del 24 marzo 1998, e successivamente approvato il 25 gennaio 1999, e quindi durante l'amministrazione dell'ex sindaco Lamberti - che regola dettagliatamente la disciplina e la destinazione urbanistica del bene, nonché le modalità attuative delle stesse. Come per altri beni del territorio, anche per le Terme del Corallo l'amministrazione di allora ha approvato una disciplina espressione dell'urbanistica perequativa. Grazie alla quale il privato può accordarsi con l'amministrazione per il perseguimento di un interesse pubblico che, al contempo, soddisfi anche le sue esigenze. Ed infatti la scheda normativa prevede chiaramente la possibilità di riqualificare l'intera area attraverso un intervento di ristrutturazione urbanistica con destinazione residenziale, previa cessione gratuita al Comune della sua parte monumentale, affinché sia l'ente pubblico a provvedere al suo restauro. E ciò è previsto proprio per evitare la possibilità che il bene venga destinato ad usi incompatibili con la sua natura e possa essere oggetto di speculazione da parte del privato. E, dunque, l'esatto contrario di quanto sostenuto dalla Procura, palesemente smentita sul punto dal dato normativo. Meraviglia poi che si torni a sottolineare lo stato di degrado del bene. Le Terme del Corallo sono degradate già dal momento dell'incendio che avvenne il giorno 23 settembre 1968 che le distrusse in gran parte, e da allora i primi che se ne sono occupati sono stati la Fondiaria Apparizione e l'Amministrazione Comunale che, infatti, dopo una lunga e non semplice istruttoria, sono addivenuti alla predisposizione della convenzione grazie alla quale il Comune diverrà proprietario gratuitamente della parte monumentale delle Terme della Salute e riceverà dalla proprietà anche un sostanzioso concorso finanziario da destinare al restauro del parco e degli edifici monumentali. Mentre la società proprietaria potrà realizzare l'intervento di ristrutturazione urbanistica sulla residua parte occupata oggi dai fatiscenti capannoni dell'ex insediamento produttivo della Coca Cola. È il caso di ricordare come il progetto di questo ultimo intervento, come è emerso progressivamente dallo svolgimento del processo, è stato sostanzialmente indicato e voluto dal Soprintendente Guglielmo Maria Malchiodi che ha attivamente partecipato alle riunioni della Conferenza dei Servizi che ha approvato il progetto. In ultimo appare veramente sorprendente che la Procura continui a ritenere di rilevanza decisiva la lettera con la quale la Soprintendenza di Pisa ingiungeva alla proprietà un intervento di salvaguardia del bene e che invero il processo non ha dimostrato essere stata inviata o quanto meno mai pervenuta alla Fondiaria Apparizione.