Le associazioni: vogliamo controlli, vigili, telecamere e incentivi La Cna lancia lidea dellabbonamento "sempre pulito" tra i privati e le imprese AVVIATO IL PIANO ANTI-GRAFFITI - con simbolica pennellata del sindaco sui muri del cantiere pilota di Palazzo Pepoli Campogrande - le associazioni di categoria pensano già al dopo e chiedono più controlli, più vigili, più telecamere, e soprattutto più incentivi per privati e imprese per mantenere vergini i muri ripuliti dal degrado. In testa Cna, che ieri ha lanciato a Palazzo DAccursio la sua proposta: mettere sul mercato «abbonamenti sempre pulito», in modo che i privati possano pagare una cifra fissa a un consorzio di imprese e avere garantita la pulizia dei muri per un intero anno. Mentre il Collegio Costruttori pensa a nuove aree residenziali con spazi ad hoc dove i giovani writer possano "dirottare" la loro arte. Ieri mattina alle nove in punto il sindaco Flavio Delbono ha inaugurato il cantiere sperimentale a Palazzo Pepoli, gestito dai tecnici e dagli architetti della Soprintendenza. Poi diritto in Comune, dove alle undici, davanti a oltre venti soggetti - Università, associazioni di categoria, Acer, rappresentanti degli amministratori e dei proprietari, Banche, Camera di Commercio e Collegio Costruttori - Delbono ha presentato il "patto" tra Palazzo DAccursio e il mondo economico per "Bologna pulita". Un accordo che contiene due sfide difficili. Primo, quella di ripulire non solo i muri pubblici, ma anche quelli privati. Secondo, quella di mantenerli puliti. Sul primo punto il protocollo prevede che le imprese artigiane forniscano ai cittadini e ai rappresentanti dei proprietari immobiliari un elenco di aziende con garanzia del miglior prezzo per lesecuzione degli interventi sui muri privati. Le aziende, daltra parte, non dovranno pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico per i cantieri e potranno sponsorizzare i ponteggi senza oneri. E sufficiente? No, secondo gli artigiani della Cna, che appena firmato il protocollo di intesa con il Comune, già alzano il prezzo e chiedono di più. «Bisogna incentivare i cittadini a chiedere lintervento delle imprese» dice la presidente di Cna Loretta Ghelfi. Lidea è quella di abbonamenti annuali coperti da assicurazioni - garantite anche da Palazzo DAccursio - che garantiscano alle aziende un guadagno certo, e ai cittadini di avere i muri del loro palazzo puliti tutto lanno, senza dover ogni volta chiamare e pagare le imprese di pulizia. Il rischio è infatti che il nuovo piano si areni sullo stesso scoglio su cui si è bloccato quello della giunta Cofferati del 2007, quando «solo 2 o 3 cittadini» richiesero lintervento delle imprese per ripulire i loro muri a prezzi calmierati. «Un risultato veramente misero» commenta la Ghelfi. Ma lattenzione delle associazioni si sposta anche sulla prevenzione. Il presidente di Ascom Enrico Postacchini, anche lui a Palazzo DAccursio ieri per la firma del patto, chiede che la giunta spenda più risorse per i controlli notturni. «Servono più pattuglie di notte e telecamere». In cambio, lassociazione dei commercianti si impegna a ripulire le serrande: «Lidea potrebbe essere quella di acquistare una macchina speciale già in commercio che consente di spostarsi e pulire le serrande durante la notte. Una sorta di "ambulanza" anti-graffiti». Daltra parte, il presidente del Collegio Costruttori Marco Buriani, pure lui tra i firmatari del patto, pensa ad aree per i writer "buoni", gli artisti della bomboletta, nelle zone di nuova urbanizzazione. «Ad esempio lungo le barriere antirumore» spiega. Ma il centrodestra guarda tutto con molto scetticismo. Il consigliere regionale del Pdl Ubaldo Salomoni scuote la testa: «Contro i graffiti la svolta si avrebbe soltanto con pene certe a carico dei responsabili. Altrimenti rischiamo di investire risorse che fatalmente verranno sprecate. I muri si potranno pulire adesso, ma fra un anno saremo daccapo». Gli fa eco il capogruppo Pdl in consiglio comunale Lorenzo Tomassini, che chiede a Delbono di «cambiare idea sulle ronde di Maroni» e di impiegare i cittadini «per vigilare contro i writers notturni». Il caso. "Ma qui in parrocchia a pulire siamo soli" Mentre il Comune dà il via al piano anti-graffiti, cè anche chi i danni dei writers deve pulirseli da sé. Coi soldi dei parrocchiani. Succede in via Castiglione 67 (a poche centinaia di metri dal "cantiere studio" che la Soprintendenza ha aperto a Palazzo Pepoli Campogrande) alla Chiesa dei Santi Giuseppe e Ignazio. «Sono due giorni che ci lavoriamo - dice il parroco don Romano Marsigli - ma ne avremo ancora per una settimana. Come minimo. E sarà tutto a carico della parrocchia. Dal Comune non abbiamo avuto un euro». La chiesa era stata imbrattata in luglio, subito dopo la riverniciatura esterna nellambito dei lavori che interessano lintero complesso. Contro il writer responsabile delle due scritte, ripreso dal sistema di videosorveglianza, non si era potuto procedere per lassenza di cartelli che segnalassero la presenza delle telecamere, e la parrocchia si era dovuta accollare le spese, integrandole alla cifra (oltre un milione di euro) già preventivata per il restauro complessivo dellimmobile. «Uno scherzetto che ci costerà almeno 2mila euro» aveva calcolato allora il parroco, che oggi rivede la cifra a rialzo: «Fra lavoro, ponteggio e vernice i prezzi levitano. Ed è tutto a carico della diocesi».
BOLOGNA - Il piano anti-graffiti costerà caro
Il Comune di Bologna ha lanciato un piano anti-graffiti, "Bologna pulita", che prevede la ripulizia dei muri pubblici e privati. Le associazioni di categoria, come Cna e Ascom, hanno espresso il loro sostegno e hanno chiesto controlli, vigili, telecamere e incentivi per privati e imprese. Il sindaco Flavio Delbono ha presentato il "patto" tra Palazzo DAccursio e il mondo economico, che contiene due sfide difficili: ripulire i muri e mantenerli puliti. Le imprese artigiane dovranno fornire un elenco di aziende con garanzia del miglior prezzo per lesecuzione degli interventi sui muri privati.
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