Pensando al prossimo vernissage a Palazzo Strozzi (la mostra «Inganni ad arte. Menviglie del trompe l'oeil dall'antichità al contemporaneo» che si apre venerdì), si comprende quanto sia distante da Firenze quella voglia di gusto, di stupire e di sfida che una volta erano paradigmatiche in città. Fu grazie a queste caratteristiche che, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, Firenze divenne realmente la capitale dell'arte, anche moderna, e perfino contemponnea. Altro che «Strozzina». E infatti, oggi, i risultati si vedono. Mentre nel brain trust della Fondazione Palazzo Strozzi si pensa di richiamare pubblico e di stupire il mondo con i troinpe l'oeil, in altre città si fa sul serio. Qualche esempio? Alcuni sono davvero vicino a noi. A Siena oggi si inaugura la straordinaria esposizione su Federico Barocci, il pittore urbinate la cui lezione pittorica sarebbe rimasta valida per almeno due secoli. Rimanendo in Toscana va segnalata la mostra «Chagall e il Mediterraneo» che si è aperta ieri a Palazzo Blu di Pisa; e ancora, «Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L'incanto della pittura», la grande mostra di Rimini con 65 capolavori della pittun europea dal Cinquecento al Novecento provenienti da uno dei maggiori musei del mondo, il Museum of Fine Arts di Boston. Senza contare, poi, che al castello Visconteo di Pavia da ieri al 17 gennaio è esposta la mostra «Da Velasquez a Murillo», ovvero circa 50 capolavori della pittura spagnoli provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo, a Padova c'è l'imperdibile mostra su Telemaco Signorini, e al Vittoriano di Roma sono oltre 500 pezzi caratterizzano la mostra dedicata al «Dada e surrealismo riscoperti». Insomma ce n'è per tutti i gusti, ma non a Palazzo Strozzi, dove l'omonima Fondazione dal 2007 non riesce a varare un progetto capace di riportare il sontuoso «più bel cubo del Rinascimento» ai fasti di un tempo. Soprattutto dovrebbe cominciare a farsi qualche domanda il neo-assessore alla Cultura del Comune di Firenze - Giuliano da Empoli - dal momento che dalle casse di Palazzo Vecchio, ogni anno, prendono la strada di Palazzo Strozzi ben 800mila euro. E se all'assessore sta a cuore (soprattutto) l'arte contemporanea, dovrà escogitare il modo affinché quei denari (di pubblica provenienza) non siano considerati a fondo perduto, ma messi a profitto. Proprio come accadeva un tempo. Centro Mostre docet - In tal senso ci «rinfresca la memoria» Sergio Salvi, che tra il dicembre 1984 e il marzo 1996 ha diretto il «Centro Mostre di Firenze» (i cui soci enno Comune, Provincia, Regione ed Enti Turistici). In quel lasso di tempo furono organizzate (non solo a Palazzo Strozzi, s'intende) ben 68 mostre; 14 di queste produssero utili (e allora non c'era internet che faciitava la circolazione delle notizie, così come si viaggiava con qualche disagio in più). Una in particolare - dedicata a Klimt e aperta dal 30 novembre 1991 e i15 aprile 1992)- ottenne 2289 visitatori di media al giorno e produsse almeno due effetti benefici: in quell'inverno i commercianti del «triangolo d'oro» (piazza della Repubblica, Via Strozzi e via Tornabuoni) decisero di non fare i rituali saldi di fine stagione perché i clienti in circolazione erano davvero tanti e tutti ben disposti; inoltre la mostra «regalò» la bellezza di 2 miliardi di lire di utili. Un'enormità. Cifre che fanno impallidire gli odierni addetti ai lavori delle mostre a Firenze. Ma in quegli anni furono numerosissime le esposizioni che ebbero oltre 1000 visitatori di media al giorno: da quella sui cavalli di Leonardo alla mostra su Donatello (1349), da El Greco e Goya (1144) ai restauri dell'Opificio (1189), da Fattori (1583) ai Vichinghi (1351) dalla mostra sulla Ferrari (1594) a quella conclusiva su Tolouse-Lautrec(1 268). Un successo dopo l'altro. E oggi? Neanche a parlarne. La Fondazione Palazzo Strozzi, infatti, non ha ancora avuto il piacere di organizzare una mostra che abbia avuto almeno 1000 visitatori di media al giorno. Ci sarebbe quella su Cezanne, del 2007, che fece registrare 1667 visitatori giornalieri, ma la Fondazione Palazzo Strozzi la «ereditò» dalla precedente gestione... E neanche la recente mostra su Galileo è stata un successo (nonostante i proclama urbi et orbi): 660 spettatori di media lo testimoniano. Un'occasione mancata - In tutta questa vicenda s'innesta una vera e propria occasione mancata da Palazzo Strozzi. Per la Fondazione presieduta da Lorenzo Bini Smaghi, all'inizio del 2008 si è profilata la possibilità di ospitare una grande mostra internazionale. I contenuti del progetto sono rimasti a lungo riservati, ma per Palazzo Strozzi sarebbe stata un'occasione d'oro. Secondo fonti autorevoli, l'alto costo della mostra ha fatto tremare i polsi a chi guida l'attività espositiva, mentre la mostra continuerà a girare il mondo (ora è a San Francisco). Eppure i numeri potevano esserci. Nel progetto messo a punto dall'organizzazione proponente, si ipotizzava una durata dell'esposizione di 26 settimane e, per avere praticamente coperte tutte le spese, occorreva l'ingresso di 15mila visitatori a settimana, per un totale di circa 390mila biglietti staccati. La media giornaliera sarebbe stata di circa 2500 visitatori. Una cifra impossibile? Con la mentalità odierna forse sì, ma non con quella del passato. La mostra su Botticelli e Filippino, nel 2004, ebbe proprio una media giornaliera di circa 2500 visitatori (quasi come Klimt nel 199192); quindi ipotizzare la stessa cifra per la mostra di cui parliamo era tutt'altro che fantascienza. Ma a Palazzo Strozzi non se la sono sentita. Peccato, perché con un ruolino di marcia come quello acquisito sin qui, un guizzo di coraggio e di appeal non ci stava male.
FIRENZE - Le occasioni (mancate) di Palazzo Strozzi
La Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze non riesce a organizzare mostre di successo, come ad esempio una mostra su Cezanne che ha registrato 1667 visitatori giornalieri. La Fondazione, presieduta da Lorenzo Bini Smaghi, ha avuto l'opportunità di ospitare una grande mostra internazionale nel 2008, ma l'alto costo della mostra ha fatto tremare i polsi a chi la guidava. La mostra avrebbe dovuto avere una durata di 26 settimane e 15mila visitatori a settimana, per un totale di 390mila biglietti staccati. La media giornaliera sarebbe stata di circa 2500 visitatori, una cifra impossibile con la mentalità odierna.
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