C'è qualcuno che, per motivi diversi, vede di buon occhio l'idea concreta di un parco eolico off-shore davanti a Sarroch, nel Golfo di Cagliari. L'associazione ambientalista per eccellenza, il Wwf, le stesse società che hanno chiesto le concessioni demaniali marittime (la sarda Sostenergy), e Confindustria. Tutti partono da un assunto: «Siamo per le fonti d'energia rinnovabili, l'importante è che l'ambiente non venga deturpato». Così, nessuno di loro si permette di sostenere che a Is Arenas l'off shore poteva pure essere costruito, «perché lì - spiega il responsabile dell'Ufficio programma Mediterraneo e Corsica del Wwf, Luca Pinna - ci sono tre siti di interesse comunitario e il monumento di S'archittu, proprio ai limiti di un'area marina protetta». Quindi, massima comprensione per il fronte del no, quello dei residenti che si sono fatti sentire in più occasioni attraverso un Comitato di cittadini, e quello della politica che l'ha espresso per voce del presidente della Giunta regionale, Ugo Cappellacci. «MA SARROCH - continua Pinna - è un'area fortemente antropizzata, non ce la sentiamo di dire a priori che anche questo parco non si deve fare». In capitaneria di porto a Cagliari sono depositate ben tre istanze per impianti eolici nel Golfo degli angeli. Tra un mese la Guardia costiera dirà se, per il primo dei richiedenti, concederà o meno il sito, la fascia compresa tra il porto di Cagliari e puntaZavorra, in particolare tra Giorgino e La Maddalena spiaggia, proprio davanti alla Saras. Un'area già "compromessa" dal punto di vista ambientale, dato che le pale verrebbero innalzate proprio davanti alla raffineria dei Moratti e alla Polimeri, «dinanzi all'area industriale di Macchiareddu», aggiunge Luca Pinna del Wwf. «Che si parli di impatto ambientale delle pale proprio davanti alla Saras è assurdo», commenta Fernando Codonesu, amministratore della Sostenergy, società che ha fatto richiesta per la costruzione di un parco off-shore, sia davanti a Capofrasca che nel Golfo di Cagliari. «Lì c'è già la Saras: quando parliamo di eolico ci riferiamo a impianti che non producono emissioni. Questa è una cosa importante». Ma non l'unica: «Le rinnovabili vanno pensate in termini di sviluppo industriale. Abbiamo due risorse, il sole e il vento, perché non sfruttarle?». Ma, precisa il presidente di Sostenergy, bisogna fare in modo che i benefici economici, a livello di occupazione e di costo dell'energia prodotta, finiscano nell'Isola, «che dovrebbe specializzarsi nella costruzione di impiant off-shore e magari portarli fuori». CONFINDUSTRIA fa ragionamento simile: il parco a Sarroch non spaventa. Solo, «bisogna valutare - dice il presidente di Confindustria Sardegna meridionale, Alberto Scanu - se sia compatibile col polo industriale già esistente che noi consideriamo d'eccellenza». E poi, «nell'ipotesi di un impianto eolico in quella zona, vorremmo che la ricaduta economica riguardasse la regione e le imprese sarde».