SCELTE TRASPARENTI SENZA I SOLITI NOTI I VETI INCROCIATI Alla fin fine, i guai di Genova girano intorno a un paio di questioni. Una è l'oggettivo declino dell'economia. Una ex "città mondiale" della finanza e dei traffici, un passato recente di capitale industriale e scientifica. E oggi? Disoccupazione. Giovani e ricchezze in fuga. Città più vecchia. Meno gettito per i progetti pubblici. L'altra è l'inadeguatezza dell'amministrazione. Solo in parte dovuta alle scarse risorse: la spesa pro capite è superiore a molte città europee dove si vive meglio. Spesso frutto di "patologica insipienza amministrativa, incapace di una visione strategica che colga il potenziale della città" per dirla col "Financial Times". Amen. Una chiave per aprire la città al nuovo è la "contendibilità". Che poi vuol dire: favorire scelte aperte e trasparenti - basate sul merito delle proposte e delle persone che apertamente si confrontano - ovunque le scelte siano oggi bloccate. Nella politica cittadina, prigioniera di una gestione del potere bloccata sui soliti partiti, le solite imprese amiche, i soliti "consulenti". Nelle decisioni sul territorio. Perché non lasciare giovani progettisti di tutto il mondo farsi strada con la qualità e novità delle loro idee, attraverso concorsi di architettura e urbanistica di cui il Comune mantenga la regia? Nell'economia, dove chi ha rendite di posizione - imprese, sindacati - punta soprattutto a difendere quelle, anziché scommettere sulla crescita complessiva nella quale forse non crede. Nei trasporti. Dove chi ha ereditato dalla prima repubblica monopoli di diritto o di fatto (da Trenitalia a certi signori delle banchine) vorrebbe preservarli all'infinito. Ovunque, la contendibilità potrà premiare il merito, l'efficienza delle scelte (non solo pubbliche), l'innovazione. Un patrimonio della cultura liberale, oggi largamente condiviso, che può farci superare tradizionali quanto inutili contrapposizioni politiche, verso una società e una città finalmente aperte. enrico musso è senatore e consigliere comunale del Pdl.