Da luogo improprio della movida ad area dismessa, lo specchio dacqua che meglio testimonia loriginaria vocazione di città-porto di Milano è diventata il simbolo dellincuria, dellinefficienza e dellirresponsabilità che da parecchi decenni continua a influenzare le scelte dellurbanistica cittadina. Insieme ai cantieri per il parcheggio di SantAmbrogio, di piazza XXV Aprile e di piazza Meda rappresenta infatti la punta emergente di un "indecisionismo" gestionale che, come al solito, non ha mai responsabili, al massimo capri espiatori e labirinti normativi. Il Comune dunque fa marcia indietro sul parcheggio alla Darsena e promette la restituzione di unarea "bonificata, verde, riqualificata", mentre rimane pendente il minaccioso contenzioso con le imprese responsabili dei lavori e nuove ipotesi rilanciano la palla avvelenata nel segno dellExpo 2015, il nuovo luogo comune del destino urbanistico di Milano, il fatidico X factor che consentirà di risolvere miracolosamente tutti i problemi di inquinamento, vivibilità, speculazione. È la "via dacqua" annunciata dallassessore Carlo Masseroli come progetto di collegamento della Darsena al sito dellExpo e di ricongiungimento della Milano del futuro con quella storica di Leonardo. Se i cambiamenti sono ammissibili e in alcuni casi anche giustificati, la riflessione sul come si prendono le decisioni non può essere sottratta al dibattito pubblico. La decisione di rinunciare ai parcheggi sotto la Darsena è positiva, ma come mai nessuno risponde sullidea di città sottesa a quel piano e in larga parte ancora operativa che tendeva a portare, anziché allontanare, il traffico dal centro? E labbandono dellipotesi parcheggio inficia il progetto vincitore del concorso del 2005 o al contrario lo valorizza liberandolo da una zavorra del tutto ininfluente rispetto al senso della proposta di sistemazione dellarea? Come membro di quella giuria che riconobbe la validità del progetto proprio per la comprensione del valore storico e ambientale dellarea della Darsena, posso affermare che esso riconosceva il carattere di luogo popolare soprattutto nellacqua, con lampliamento della Darsena verso piazza XXIV Maggio, la restituzione dellArco neoclassico come ponte e la formazione di una nuova canalizzazione che riportava la sponda settentrionale alla sua configurazione ottocentesca. Niente a che vedere con la riduzione del progetto al solo tema del parcheggio. È lecito buttare a mare questo patrimonio di riflessioni e cominciare ogni volta da capo? O non bisognerebbe riconoscere che i progetti di lunga durata sono quelli dove si stratificano saperi, conoscenze ed esperienze, non quelli dellimprovvisazione mediatica o del coniglio dal cilindro del prestigiatore di turno?
MILANO - In Darsena liceberg dell"indecisionismo"
La Darsena a Milano è diventata un simbolo dell'incuria e dell'inefficienza. Il Comune ha deciso di rinunciare ai parcheggi sotto la Darsena, ma non ha spiegato come si sono prese le decisioni. Il progetto di collegamento della Darsena con il sito dell'Expo è stato annunciato, ma non è chiaro come si intende realizzarlo. Il progetto vincitore del concorso del 2005 prevedeva di ridurre il traffico dal centro, ma ora sembra essere stato abbandonato. La giuria che aveva riconosciuto la validità del progetto aveva considerato il valore storico e ambientale dell'area della Darsena.
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