Data di pubblicazione: 12.10.2009 Aggredito anche dal mare il paesaggio delle coste sarde, ora dalla speculazione energetica. Le ultime notizie giungono dalla Sardegna. Lassalto alle sue coste, fra le più belle del Mediterraneo, non arriva più soltanto dai costruttori di complessi edilizi, finti villaggi, seconde e terze ville, ma direttamente dal mare. Sulla costa del Sinis, nella provincia di Oristano, precisamente davanti al litorale di Is Arenas, Su Pallosu e SArchittu dovrebbe, infatti, sorgere una centrale eolica composta da 80 torri off shore, alte 130 metri (100 sopra il pelo dellacqua), in uno spazio marittimo di circa 22 milioni di mq, a una distanza fra 2 e 8 chilometri dalla costa. Ne sarebbe devastato il paesaggio, il turismo, la pesca, tre fra le maggiori fonti di ricchezza dellIsola. Sarebbe questa la seconda centrale eolica off shore installata in Italia, dopo quella nel mare di Termoli, al confine tra la Puglia e il Molise, che suscitò non poche proteste. Ora, sulla spiaggia sarda qualche migliaio di persone hanno dato vita nei giorni scorsi a una manifestazione per chiedere che il Demanio marittimo neghi lautorizzazione ma i precedenti lasciano poco spazio allottimismo. Nelle delibere dei consigli comunali e nelle convenzioni regionali fa testo, infatti, una assurda sentenza del Tar della Puglia che ha dichiarato «irricevibile» un ricorso contro un impianto eolico, in quanto impianto, opere connesse e infrastrutture sarebbero realizzazioni di «pubblica utilità, indifferibili ed urgenti». Abbiamo chiesto agli organizzatori della protesta sarda (Amici della Terra e Gruppo dintervento giuridico) quale sia limpresa interessata alla costruzione ma lunica sigla che hanno reperito corrisponde ad una non meglio precisata Arenas Renewables Energies, controllata da unaltra ignota società, residente nel Liechtenstein. Probabilmente, dunque, una delle solite scatole vuote, domiciliate in un paradiso fiscale, da dove possono operare nella più tranquilla opacità. In questo caso, come è già avvenuto, potrebbe anche darsi che, una volta ottenuta la concessione, la società del Principato la rivenda al migliore offerente, realizzando sicuramente un buon guadagno. In Italia lautorizzazione a costruire e a gestire un parco eolico rappresenta, infatti, uno degli affari più lucrosi e privi di rischi offerti dal mercato drogato di questa specifica voce dellenergia pulita. Il livello di rendita, procurato dagli incentivi in Italia (pagati dagli utenti nella bolletta) è di gran lunga il più alto fra tutti i Paesi dellUnione europea, circa 100 euro per MWh (megawatt ore) per sito eolico medio, mentre in Germania è inferiore ai 10 euro e in Spagna non arriva a 20 euro. Lonere fra dieci anni graverà sulle bollette delle nostre famiglie e imprese per 7 miliardi di euro. Questo spiega la corsa che sta spingendo non solo regolari imprenditori italiani e stranieri ma anche speculatori di ogni risma compresa - come provano inchieste della magistratura in Sicilia e Calabria - la criminalità organizzata, alla costruzione di migliaia di torri eoliche dal Sud al Nord, anche laddove il vento non soffia regolarmente e forte, come occorre per raggiungere un livello minimo di efficienza. Alla fine del 2008 risultavano già in esercizio 3.640 torri eoliche. Se si considerano quelle in costruzione, quelle già autorizzate e quelle in istruttoria si arriverebbe nei prossimi anni ad una selva di 50.560 dalle Prealpi alla Sicilia, dai colli della Toscana alle coste dellAdriatico e del Tirreno. Dovunque ci sia ancora un po di spazio. Il profilo dellineguagliabile paesaggio italiano ne uscirebbe deturpato. E tutto questo non certo per darci almeno una quantità consistente di energia pulita, visto che tutti i dati, sia presentati dal governo che dagli «imprenditori del vento», affermano che se oggi lenergia eolica rappresenta solo lo 0,25 dei consumi energetici, nel 2020, pur triplicata, arriverà al massimo a coprire l1,3 dei consumi elettrici complessivi. E per una simile inezia il volto dellItalia dovrebbe essere sconciato?
la Repubblica
12 Ottobre 2009
PAESAGGIO. Chi semina vento raccoglie milioni
MA
Mario Pirani
la Repubblica
Nella Sardegna, sulla costa del Sinis, è prevista la costruzione di una centrale eolica off shore con 80 torri alte 130 metri. La centrale dovrebbe essere installata in uno spazio marittimo di circa 22 milioni di mq, a una distanza fra 2 e 8 chilometri dalla costa. La costruzione avrebbe un impatto devastante sul paesaggio, il turismo e la pesca, tre delle principali fonti di ricchezza dell'isola. La centrale eolica è stata proposta dalla società Arenas Renewables Energies, controllata da una società residente nel Liechtenstein.
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