L'inchiesta Nessuna intenzione di chiedere il dissequestro dell'area: «Ma collaborerò, per la città» Il patron di Fondiaria: la Cittadella? Chiedete alla giunta eaDella Valle L'inchiesta su Castello è alle battute finali. E ieri il patron di Fondiaria Sai, Salvatore Ligresti protagonista principale dell'inchiesta che un anno fa ha sconvolto la vita politica di Firenze è stato convocato in procura. Un invito a comparire firmato dai sostituti procuratori Giuseppina Mione, Gianni Tei e Giulio Monferini, che dovranno adesso tirare le fila della maxi-inchiesta. Ligresti, indagato per corruzione insieme al suo braccio destro Fausto Rapisarda, arriva alle 11.30 in procura accompagnato dall'avvocato Gianluigi Tizzoni e rimane per quasi un'ora negli uffici del quinto piano del palazzo di viale Lavagnini. Domande sull'area di proprietà di Fondiaria, 168 ettari ancora sotto sequestro dopo un anno, sul piano urbanistico previsto nel progetto originario e sulla convenzione firmata nel lontano 2005 tra Fondiaria e Palazzo Vecchio che prevedeva la realizzazione di un milione e 400 mila metri cubi di edifici pubblici e privati, accanto a un parco di 80 ettari. Un investimento previsto da un milione di euro. Nell'estate 2008 qualcosa cambia: spunta l'ipotesi di ospitare a Castello anche il nuovo stadio, così come proposto da Diego Della Valle, togliendo ettari dal parco. Scattano le indagini dei carabinieri del Ros e partono gli avvisi di garanzia: indagati, oltre ai vertici Fondiaria, due assessori della Giunta Domenici, l'assessore all'urbanistica Gianni Biagi e l'assessore Graziano Cioni, accusati di fare gli interessi del gruppo di Ligresti e di favorire alcuni professionisti. «Io il parco lo volevo», dice Ligresti al termine dell'interrogatorio ai giornalisti. Anzi, precisa, gli 80 ettari lui li darebbe subito a Firenze, «anzi ieri». Il gruppo Fondiaria proprio per questo, spiega, aveva preso un grande architetto per quel progetto. Poi però qualcosa è andato storto. Cosa? «I tempi delle autorizzazioni sono quelli che sono, la burocrazia è quella che è, quindi non è colpa di nessuno. A Firenze dice ancora cerco di dare il meglio ma non so se è possibile però». Costruire il nuovo stadio di Firenze nell'area Castello? «Dovete chiedere all'amministrazione risponde sono cose che dovete chiedere ai Della Valle, non a me». E la proposta di Renzi di realizzare la cittadella viola proprio a Castello? «Non seguo i politici, se mi chiedono delle cose nell'interesse della città io sono ben felice di collaborare». Per il momento, spiega, non c'è alcuna intenzione di chiedere il dissequestro dell'area di Castello. «Abbiamo tanti progetti da seguire», spiega senza aggiungere altro. Non lo dice ma a Firenze uno degli affari in campo più importante è quello che riguarda Villa Ragionieri, clinica di proprietà del gruppo Fondiaria, che in origine doveva diventare un centro oncologico di riferimento della Toscana e che la Regione voleva acquistare per 80 milioni di euro. La trattativa si è arenata dopo la bufera giudiziaria e adesso la superclinica è lì pronta in attesa di conoscere il suo destino. Con Ligresti si è concluso il giro di interrogatori della procura sull'inchiesta di Castello. Tutti gli indagati sono stati ascoltati e adesso i pm potrebbero cominciare a mandare gli avvisi di conclusione dell'indagine.