Con torri di vetro che, come una foresta, circonderanno il centro storico diventato sito archeologico come i fori romani oggi; oppure avremo una Firenzcutta, un misto fra la città di oggi e Calcutta, stipata di gente e di traffico con il centro trasformato ancora più di adesso in un vero bazaar, in un suk. Una città vivacissima ma invivibile al tempo stesso. O invece Firenze si trasformerà in una città verde, completamente pedonale con tramvie ad energia nucleare e tantissimi taxi dove finalmente il saccente e burbero tassista sarà sostituito da un efficente robot senza opinioni politiche e commenti razzisti? Magari la città sarà tutte queste cose assieme e si sarà finalmente trasformata in quello che oggi proprio non è: una piccola metropoli multiculturale dove la diversità, invece di essere vista come un pericolo, sarà celebrata come una delle più importanti risorse sociali. Ci sarà un centro sito archeologico e polo culturale dal quale come radici si saranno sviluppati quartieri a misura umana, eco sostenibili, ognuno dotato di tutti i servizi più all'avanguardia che uno possa immaginare. Non si parlera più di periferia e centro ma di «centriferia urbana». Tanti centri che si allontanano da un centro immaginario, ma anche lo circondano creando un vorticoso organismo urbano unico creato, come è scritto sulle monete americane, dalla pluralità sociale. Fantascienza? Forse. Ma anche un progetto che, purificato da strategie politiche e interessi a breve termine, si potrebbe studiare fin da oggi senza dover attendere mille anni o che il futuro ancora una volta ci superi distanziandoci. Ad Abu Dhabi una città eco sostenibile la stanno già costruendo Masdar. Certo più facile costruire in un deserto che dentro una realtà culturalmente e storicamente stratificata come quella italiana o fiorentina. Ma forse è meglio dimenticare per un attimo di essere quello che siamo tuffandoci dentro un immaginario che potrebbe diventare realtà. Il deserto d'idee e di progetti, che poco a poco sta circondando il nostro paese (e anche una città come Firenze) dovrebbe essere un incitamento. Come lo sono le sabbie vere per Abu Dhabi. Che se continua di questo passo diventerà non solo un esempio per il futuro, ma con tutti i musei che sta costruendo anche una minaccia per il nostro autorevole passato.