L'intervista La Sovrintendente illustra i progetti che interesseranno il Complesso vanvitelliano «Terrae Motus sarà trasferita nelle Cavallerizze, una volta ultimate» La Collezione «Terrae Motus» di Lucio Amelio potrà trovare presto una collocazione definitiva nelle Cavallerizze, la vecchia rimessa per le carrozze della Reggia di Caserta situata ai margini del parco, nella zona compresa fra i giardini della Flora e il parcheggio alle spalle della Prefettura. Molto più che un proposito per la Sovrintendente Paola Raffaella David, che, a poco più di un mese dal suo insediamento, dimostra già di avere le idee chiare sulla Reggia di domani. «Stiamo per mettere mano all'ultima trance di lavori per il recupero delle Cavallerizze, dove, una volta terminato l'intervento, verrà sistemata la Collezione Amelio». Dunque, nessun pericolo trasferimento o smembramento di «Terrae Motus», così come si era temuto negli ultimi tempi? «Ci mancherebbe altro: Terrae Motus è a Caserta e qui dovrà rimanere, come stabilito nel lascito testamentario del gallerista napoletano». Perché ha individuato proprio le Cavallerizze per la collezione? «Credo sia la sede ideale per questo tipo di raccolta. Le opere dei grandi artisti contemporanei che fanno parte di Terrae Motus, hanno qui l'habitat più consono: le sale, dalla struttura pulita ed essenziale, saranno capaci di valorizzare questi capolavori dell'arte del Novecento molto più delle retrostanze, ricche di decori e di stucchi, dell'appartamento storico dove attualmente si trovano. E, poi aggiunge la David c'è un altro vantaggio. Una volta liberato, questo spazio potrebbe essere utilizzato per ospitare le mostre occasionali, quelle, cioè, che si fanno periodicamente in genere nella pinacoteca. La nuova collocazione eviterebbe così anche l'inconveniente di toccare i quadri della raccolta permanente della Reggia, spostati ogni volta che c'è la necessità di far posto a mostre temporanee». Anche sull'opportunità di queste iniziative la Soprintendente dice la sua. «Le mostre che si andranno a fare nella Reggia dovranno essere accuratamente selezionate, perché siano attinenti al contesto e abbiano fondatezza scientifica» spiega. Altri progetti in cantiere? «Tanti, da realizzare però precisa contestualmente ad interventi urgenti e inderogabili per la messa in sicurezza degli spazi e della stessa struttura monumentale». Quali quelli prossimi? «Intanto vorrei recuperare il 'Museo dell'opera', uno spazio sapientemente restaurato e ora chiuso al pubblico. Un vero peccato, è una struttura espositiva di grandi potenzialità che andrebbe utilizzata appieno. E poi mi piacerebbe svuotare i depositi e portare alla luce questo patrimonio abbandonato e sconosciuto ai più. Un'altra offerta di questa Reggia delle sorprese che potrebbe essere anche visitata 'a pezzi', una varietà di opportunità, insoma, da 'vendere' con ticket disgiunti e differenziati, un modo per cercare di implementare gli introiti » . Belle idee, buoni propositi. Ma non crede che potrebbero rimanere tali di fronte alle difficoltà di gestione e alla cronica carenza di finanziamenti? «Conosco bene queste difficoltà. I conti sono in rosso e le casse al verde. Ma non mi scoraggio. Confido molto negli aiuti regionali. Questa Soprintendenza già in passato ha potuto far fronte a numerosi fabbisogni attingendo a finanziamenti regionali, un appoggio che si è rivelato sempre utile, come meritoria è stata la disponibilità mostrata dall'ente Regione».