La grandezza di Brera passerà per l'iPod nano. «Dobbiamo avvicinare gli adolescenti, spiegheremo i capolavori del museo con cellulari e computer» dice Sandrina Bandera, alla guida della Soprintendenza dal maggio del 2008. Brera festeggia il compleanno dei duecento anni. E due secoli dopo, a che punto siamo? Ci sono criticità. Ma anche capolavori: erano qui il 15 agosto 1809, inaugurazione con dedica a Napoleone, e ci sono adesso. Le novità? Si sono riviste le file. E non è poco. «Il merito del Bicentenario? Aver riportato a Brera i milanesi». Valorizzazione delle ricchezze, recupero (e dunque rispetto) delle radici. Duecento anni e il record all'ultimo: «I milanesi hanno dimostrato di volere contenuti, non cerimonie. Ci hanno dato una bella lezione». La storia dell'arte e i decreti Brunetta: «Noi siamo costretti a stampare una email , firmarla, protocollarla, passarla allo scanner e rispedirla. Le pare? Ci serve una rivoluzione tecnologica, siamo ingessati dalla burocrazia». La Grande Brera e l'iPod nano: «Dobbiamo avvicinare gli adolescenti, spiegheremo Mantegna e Raffaello con cellulari e computer». Sandrina Bandera è arrivata alla guida della Soprintendenza di Brera nel maggio 2008, alla vigilia del Bicentenario, in una Pinacoteca risicata nei numeri e bersagliata dalla critiche: «L'anno scorso abbiamo avuto 203 mila visitatori in tutto. A fine settembre, quest'anno, erano 271 mila. Chi se lo sarebbe aspettato un successo così?». Le critiche, in verità, ci sono ancora. Sul percorso museale «inadeguato», sui capolavori «ammassati» e «poco valorizzati ». La Pinacoteca «deve assumere il ruolo di centro culturale che gli spetta», insiste da mesi il ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi. La soprintendente lavora all'obiettivo «con entusiasmo », pur consapevole che «è molto difficile, in una struttura antica come la nostra, affrontare le novità». Tipo? «Semplificare il rapporto con il pubblico, investire nella comunicazione. Serve una svolta generazionale anche all'interno dell'istituzione». Lo stato dell'arte non è cambiato: i capolavori c'erano il 15 agosto 1809, inaugurazione con dedica a Napoleone, e ci sono adesso. La novità, due secoli dopo, sono state le code. Così Bandera: «Il merito del Bicentenario è quello di aver riportato a Brera i milanesi. È stata un'operazione storica e intellettuale, di recupero delle radici. La gente non aspettava altro». E la crisi? «In questo momento continua la cultura è vissuta come rifugio». La Pinacoteca non ha una caffetteria e il bookshop è all'ingresso invece che all'uscita. Il progetto di restyling e allargamento del museo, atteso da trent'anni e firmato da Mario Bellini, è appeso al trasloco dell'Accademia e condizionato dalle liti di condominio. «Problema scottante», chiosa Bandera: «Io vorrei recuperare gli spazi delle Belle arti, e la strada tracciata dal ministero sembra sicura. Ma bisogna sottolineare che l'Accademia è un'istituzione storica di cui dobbiamo imparare a vantarci. Lo spostamento, se ci sarà, dovrà avvenire nel migliore dei modi». Intanto, a breve, arriverà il commissario straordinario Mario Resca. «Ci serve, eccome, la situazione è molto difficile risponde Bandera . Abbiamo bisogno di un rapporto diretto con il ministero per prendere le decisioni importanti sull'operazione Grande Brera». In calendario: il rapporto tra la Pinacoteca e le guerre dal 9 novembre e una monografica su Crivelli dal 25. Poi, dal 2010, l'obiettivo diventa «organizzare una grande mostra ogni anno e altre di nicchia, di livello scientifico». In programma ci sono già Caravaggio e i maestri lombardi tra '500 e '600. Un classico, forse troppo? «Il grande pubblico vuole i capolavori spiega Bandera . Io non devo escludere questa fascia, ma attirarla. Anche un direttore di teatro propone Beethoven e Mozart, non solo i minori». La scommessa vera è un'altra: «Avvicinare alla cultura e all'arte i ragazzini tra i 12 e i 15 anni. O almeno, incuriosirli». --------- Le critiche La Pinacoteca è criticata per il percorso museale «inadeguato» e i capolavori «troppo poco valorizzati» I visitatori «Nel 2008 abbiamo avuto 203 mila visitatori, a fine settembre di quest'anno erano già 271 mila»
Sfida della Pinacoteca: Caravaggio e iPod La soprintendente Bandera: i milanesi hanno riscoperto il museo, ora puntiamo sui ragazzi
La Pinacoteca di Brera celebra i suoi 200 anni. La soprintendente Sandrina Bandera lavora per valorizzare la cultura e l'arte, ma ci sono ancora critiche sulla struttura e il percorso museale. Il Bicentenario ha riportato i milanesi a Brera, valorizzando le ricchezze e le radici. La Pinacoteca ha avuto un successo di visitatori, con 203 mila persone nel 2008 e 271 mila a fine settembre di quest'anno. Bandera lavora per semplificare il rapporto con il pubblico e investire nella comunicazione. Il progetto di restyling e allargamento del museo è atteso, ma è condizionato dalle liti di condominio.
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