Oltre cinquemila documenti raccontano la storia di tutte le cooperative toscane Tutto il materiale sarà presto messo on line su internet RIBOLLA. Nasce a Ribolla l'Archivio storico di Unicoop Tirreno, fondo contenente più di 5.000 documenti che raccontano la storia di tutte le cooperative toscane, dal 1946 a oggi. Da Riotorto a Suvereto, da Gavorrano a Montieri, ecco assemblarsi un gruppo di foto, lettere e momenti conviviali, inclusa una parte più "economica" e "istituzionale". Materiale che - con verbali d'assemblea, inventari, statuti, fatture, libri dei soci e bilanci vecchi mezzo secolo - ricompone uno spaccato di storia sociale e partecipazione popolare. Il lavoro è frutto di 2 anni di ricerche da parte di Enrico Mannari, docente all'università di Firenze, insieme alla società Iperborea e alla Sovrintendenza archivistica della Toscana. La sede scelta non è casuale. Luogo di estrazione della lignite, poi trasformata in villaggio minerario dalla Montecatini e infine culla di piccoli spacci cooperativi che si fusero per ribellarsi al controllo padronale (quello della Montecatini appunto), Ribolla è un po' il luogo-simbolo della storia cooperativa e mineraria. La coop Unione Ribolla nacque in via Liguria nel 1959. «Quell'anno, quando iniziarono i lavori per abbattere gli uffici della Montecatini e realizzarci sopra questa sede - dice Sergio Costalli (vicepresidente e amministratore delegato Unicoop) - i cittadini, gli ex minatori, i minatori e gli operai si misero ad applaudire. Da una presenza "padronale" si passò a una presenza cooperativa; da un'impresa che non accettava la democrazia e la partecipazione, curando i propri interessi privati, si passò a un'impresa di popolo appartenente a lavoratori e cittadini. Quell'applauso operaio ancora oggi lo sentiamo riecheggiare dentro queste mura, e ci spinge a costruire le basi per una memoria storica da ricordare a ogni costo, perché fa parte del nostro passato». Tuttavia a questa memoria archivistica - precisa Costalli - «non vogliamo dare una connotazione polverosa, da biblioteca classica. Vorremmo che questo fondo diventasse un centro vitale e di promozione culturale per l'intero territorio, dove è possibile ricostruire la nostra storia e parlare del futuro. Abbiamo in mente seminari, convegni e incontri con scuole e Università». Il materiale sarà messo on line (è in costruzione un sito) e verranno usate "lavagne interattive" collegate con altre lavagne in corso d'introduzione nelle scuole, affinché i materiali siano conosciuti dai più giovani. Intanto il fondo ha già ottenuto l'attestato di "bene culturale di alto valore scientifico" dalla Soprintendenza archivistica della Toscana.