ISOLA DEL GIGLIO. Grazie alla generosità di gigliesi ed elbani e di numerosi turisti, la sezione Elba - Isola del Giglio di Italia Nostra, in collaborazione con il consiglio regionale della Toscana, è riuscita a raccogliere i fondi necessari per il restauro di importanti opere d'arte, custodite nella Chiesa di San Pietro Apostolo a Giglio Castello. Si tratta di un crocifisso eburneo della seconda metà del 1600 e di due dipinti ad olio, uno raffigurante l'annunciazione (1607) l'altro la deposizione (fine 1500). L'iniziativa è stata lanciata da Italia Nostra nel 2008 nell'ambito della manifestazione Paesaggi sensibili e a distanza di un solo anno, in occasione di Paesaggi sensibili 2009, viene presentato il risultato finale di questo importante intervento di restauro. L'appuntamento è oggi, alle 15, a Giglio Castello con una cerimonia ufficiale che vedrà la partecipazione delle autorità locali, del vescovo Meini, della soprintendenza e dei cittadini. «Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo importante obiettivo - commenta soddisfatto Leonardo Preziosi, presidente della sezione Elba-Isola del Giglio di Italia Nostra - di cui sono molto orgoglioso in quanto coerente con la concretezza della nostra azione». «Si tratta di un intervento totalmente fnanziato dai privati - spiega Marina Aldi referente di Italia Nostra per la sezione Elba-Isola del Giglio - in tutto siamo riusciti a raccogliere 4mila euro. È per noi motivo di grande soddisfazione aver raggiunto questo risultato in così poco tempo». ANELLO MOZZAFIATO Lo scarabeo venuto da lontano Due gioielli in oro: un orecchino, ma, soprattutto, uno splendido anello con, incastonato, un bellissimo, grande scarabeo, sono venuti alla luce nel tratto finale del dromos (corridoio che conduce alla camera sepolcrale). Ma perché erano al'esterno? La cosa più probabile è che la tomba sia stata depredata già in epoca antica e che i ladri abbiano perso parte del bottino fuggendo. Ma ci sono altre ipotesi; spetterà agli archeologi individuare la più probabile. Certo è un anello meraviglioso: tutto fa pensare che lo scarabeo nero, in pasta vitrea, sia di provenienza egizia, mentre il cerchietto e l'incastonatura sarebbe di delicata manifattura etrusca. Orecchino e anello sono stati consegnati alla Soprintendenza: speriamo che ora non finiscano in un magazzino, ma in un museo.