Corallo. Dopo il ricorso in appello i due imprenditori replicano: abbiamo sempre rispettato le regole «La Procura si è mossa solo contro di noi» «Solo una domanda: perché la Procura si è mossa soltanto quando le Terme le abbiamo comprate noi?». Piero Bottoni e Rodolfo Cagliata, soci della Fondiaria Apparizione, proprietaria del complesso delle Terme della salute, commentano così il contenuto dell'atto con cui la Procura della Repubblica ha deciso di ricorrere in appello contro la sentenza di assoluzione pronunciata dal tribunale di Livorno nel processo per il degrado della struttura. I due imprenditori replicano anche nel merito a quanto scrivono i sostituti procuratori Giaconi e Mannucci. Ad esempio, sulla lettera della Soprintendenza che ingiungeva l'esecuzione di alcuni interventi. «Quella lettera che la Soprintendenza conferma di aver inviato per posta ordinaria - dicono Cagliata e Bottoni - non è mai arrivata ai destinatari, come è chiaramente emerso nel corso del processo». Ma la Fondiaria Apparizione aggiunge anche che «nel 2006 ci sarebbe stato ben poco da riparare», dopo mezzo secolo di abbandono. «Negli ultimi anni ci sono state pagine e pagine di cronaca che denunciavano degrado e incuria: perché non ci sono mai stati interventi della magistratura quando la proprietà era un'altra, cioè della Coca Cola?», chiedono ancora i due costruttori, i quali si rammaricano anche del fatto che «gli organi preposti alla tutela dei beni storici e artistici» non sono mossi per impedire che altri «edifici di proprietà di enti importanti» andassero in degrado. E gli esempi di sprecano: oltre alle Acque della salute, ci sono complessi come villa Maurogordato (della Provincia) e villa Pendola (del Monte dei Paschi di Siena). Infine, la questione dell'utilizzo di un bene di interesse comune come merce di scambio per costruire. «Tale scambio - dicono Bottoni e Cagliata - è previsto dal vigente Piano regolatore e precedentemente identica operazione era stata tentata da Asa e impresa Saporito». «Niente di discrezionale nel modo più assoluto - concludono i due imprenditori - come ha detto nel corso del processo l'ingegner Chetoni, dirigente del Comune, lo scambio fra aree con volumi da edificare fuori sito è previsto dal Prg che nel caso delle Acque della salute ne stabilisce rigorosamente superficie e quantità. Ne consegue che lo scambio di un bene pubblico con una volumetria è una prassi prevista dal nbostro Piano regolatore che la Fondiaria Apparizione, dopo precedenti tentativi di altri, si è preposta di fare».
LIVORNO. Bottoni e Cagliata: perché nessuno ha mai indagato mentre il bene andava in rovina?
La Procura della Repubblica ha ricorso in appello contro la sentenza di assoluzione del tribunale di Livorno nel processo per il degrado della struttura delle Terme della salute. I due imprenditori, Piero Bottoni e Rodolfo Cagliata, soci della Fondiaria Apparizione, hanno replicato che hanno sempre rispettato le regole e che la Procura si è mosso solo contro di loro. I due sostengono che la Soprintendenza non ha inviato la lettera che ingiungeva l'esecuzione di alcuni interventi, e che il degrado era già stato denunciato negli ultimi anni. Inoltre, i due imprenditori chiedono perché la Procura non ha agito quando la proprietà era di altre entità, come la Coca Cola.
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