Baccanella, il Tar assolve il Comune . Per i giudici non ci sono stati errori o forzature nelle procedure Nessun errore o forzatura nelle procedure amministrative. I piani di lottizzazione, che prevedevano decine di abitazioni sulla collina della Baccacella a Quiesa e a Piano del Quercione, erano stati fatti a regola d'arte. Lo ha stabilito, con due sentenze distinte pubblicate ad inizio ottobre, il Tar della Toscana. Obbligando i ricorrenti, tra cui l'assessore provinciale all'istruzione Silvano Simonetti, a pagare le spese legali. LA SENTENZA. "Motivi infondati", considerazioni "del tutto erronee". Sono queste le motivazioni più frequenti, con cui il Tar ha bocciato ad uno ad uno i punti dei vari esposti presentati in Procura per sottolineare presunte irregolarità. «Il piano di lottizzazione - dice l'ex sindaco Fabrizio Larini, circondato dall'ex assessore all'urbanistica Franco Simonini e dall'ex candidato a sindaco del Pdl Lorenzo Ghiara - era stato fatto, seguendo gli strumenti urbanistici. Che erano quelli approvati dal centrosinistra». La sentenza stabilisce che l'area dove sono stati costruite 20 villette a Quiesa (al posto di un vecchio oliveto terrazzato) non era sottoposta a vincolo di «invariante strutturale». E che tutte le norme (regionali, paesaggistiche e di impatto ambientale) erano state rispettate. «Ci è stato, invece, riconosciuto - dice l'ex sindaco - di aver migliorato la previsione per quell'area: abbiamo ridotto il numero di appartamenti e le volumetrie». La sentenza (anzi le due sentenze, visto che si parla anche dell'altro piano di lottizzazione, al centro del contendere, a Piano del Quercione) stabilisce anche che i ricorrenti «dovranno versare - dice Larini - 30 mila euro di spese legali per ogni ricorso». Tra loro diversi cittadini residenti a Quiesa e Piano del Quercione. Ma anche l'assessore provinciale Simonetti (anche lui residente di fianco alla collina della Baccanella) e l'associazione ambientalista Italia Nostra. IL CANTIERE. I lavori alla Baccanella sono fermi da tempo. Da quando cioè la municipale verbalizzò delle irregolarità, in particolare per le altezze di alcuni muri di contenimento. «Proprio, perché ci siamo sempre attenuti alle norme - ricorda Larini - non abbiamo mai concesso una sanatoria a quegli abusi. Così, come si trova ora, è sicuramente brutto: un'unghiata sul territorio. Ma se i lavori fossero stati finiti, e basta guardare quelli di Piano del Quercione, non ci sarebbe stato nulla di scandaloso». RISVOLTI POLITICI. «Il loro cavallo di battaglia è stato frantumato dalla sentenza». Così Larini, davanti ad esponenti del Pdl, dell'Udc e di Amici per Massarosa, interpreta la decisione del Tar. «La sinistra ed in particolare l'attuale vicesindaco Del Soldato hanno fatto una campagna elettorale, puntando solo su questi presunti scempi ambientali. Se questa sentenza fosse arrivata prima delle elezioni, tralasciando i nostri problemi interni, forse non avremmo perso le elezioni, visto che siamo stati sconfitti per soli 170 voti».
MASSAROSA. Respinti i ricorsi di politici e ambientalisti sul piano di lottizzazione sopra la collina di Quiesa
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Il Tar della Toscana ha assolto il Comune di Massarosa per i presunti errori nelle procedure amministrative relative ai piani di lottizzazione sulla collina della Baccanella. I giudici hanno stabilito che i piani erano stati fatti a regola d'arte e che non ci sono stati errori o forzature nelle procedure. Il piano di lottizzazione a Quiesa prevedeva decine di abitazioni, mentre quello a Piano del Quercione prevedeva 20 villette. Il Tar ha bocciato i punti dei vari esposti presentati in Procura per sottolineare presunte irregolarità.
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