Sotto il titolo «Livorno rischia ormai di finire fuori rotta» il professor Massimo Paoli ha per l'ennesima volta puntato il dito sui due apparentemente alternativi ma in realtà interconnessi aspetti di una situazione che vede lo storico e principale volano della economia livornese - il comparto portuale - afflitto da forti tensioni derivanti da interessi contrapposti che non trovano soste dedicate al dialogo, l'unico percorso che potrebbe - sottolineiamo potrebbe - indurre a ragionare con coerenza e consapevolezza che gli obiettivi si possono conseguire solamente con la condivisione e il superamento solidale dei motivi e degli effetti delle contrapposizioni. A tali negative situazioni devesi aggiungere la troppo lenta definizione del quadro in cui si manifestano le deficienze strutturali - profondità dei fondali da completare, banchine da ampliare... - e funzionali - accesso dei riparatori navali ai bacini, scelta su quale risorsa puntare principalmente nell'attracco alle banchine: navi da crociera o navi commerciali, completamento e potenziamento dell'Interporto con la rapida soluzione dei collegamenti ferroviari,... -, le quali poi sono in definitiva aspetti di antica crisi e di antica apatia nel pensare a adeguare il complesso strutturale e funzionale del nostro porto a quelle che sono le coordinate essenziali per avere un porto moderno, efficiente ed afficace: un complesso dotato di ampia capacità di accoglienza e assorbimento estremamente veloce dei movimenti di transito, a ciclo lavorativo giornonotte, senza interruzione, in buona parte gestito con procedure automatizzate, dirette, servite e controllate da tecnici altamente specializzati, coadiuvati da squadre di lavoratori parimenti formati e adatti quindi alle operazioni complementari che le destinazioni ed anche i trattamenti in interporto richiedono. Questo estremamente incombente e necessario adeguamento può essere il frutto solamente di coesione, condivisione e immaginazione politica, amministrativa, imprenditoriale e sindacale di stampo creativo, nonché di ricerca e di impegno di risorse, che non possono essere solamente pubbliche. Magistralmente, il professor Paoli ha sempre richiamato l'attenzione sulle falle e deficienze strutturali e sulle inadeguatezze funzionali. Al contempo ha esortato a cercare il dialogo e ad abbandonare la strategia delle competizioni incentrate principalmenbte "sul prezzo", che ci fanno pensare ai galli di Renzo: mentre sono legati per le zampe e portati al mercato per essere venduti e finire in pentola, si beccano fra di loro. Invano, e ciechi della realtà. Un altro molto sensato ammonimento a voler bene alla Città ci è giunto giorni fa su "Il Tirreno" nel corpo di una nota a firma di Andrea Lazzeri e dedicata alle prospettive che dovrebbero interessare i Livornesi adesso che l'amministrazione locale ha deciso di varare il progetto di un nuovo ospedale: non solo - ne traiamo il concetto - è da pensare la gamma degli impatti che il progetto potrà avere sulla zona prevista, ma anche - e soprattutto - sono da ripensare l'intero assetto urbano e le componenti urbanistiche e sociali che lo hanno formato e come queste dovranno proiettarsi nel futuro immediato e più in là. Tutto questo non sulla cangiante cresta dell'onda che viene e si disperde, ma con il coinvolgimento di esperti - urbanisti, sociologi- e di tutte le varie componenti rappresentative (non solo quelle politiche) della cittadinanza. Insomma, studio, esposizione, dibattito, guardando al presente con prudente ma elevata attenzione al futuro. E, crediamo, con rispetto delle idee anche discordanti e con tensione ideale alla unitarietà delle decisioni, la cui scelta ricade sulle Istituzioni, le quali debbono essere correttamente stimolate, anche ricorrendo al metodo della critica costruttiva, perché di esse è la responsabilità maggiore e ogni decisione importante ci coinolge tutti quanti.
LIVORNO - coesione e creatività per ripensare la città
Il professor Massimo Paoli ha sottolineato le tensioni nel comparto portuale di Livorno, dovute a interessi contrapposti che non trovano un dialogo costruttivo. Le deficienze strutturali e funzionali del porto sono state evidenziate, come la mancanza di una pianificazione adeguata e la lentezza delle decisioni. Paoli ha anche criticato la strategia di competizione "sul prezzo" che porta a conflitti tra le parti interessate. Inoltre, ha sottolineato l'importanza di coinvolgere esperti e la cittadinanza nella pianificazione e nella gestione del porto, per garantire un futuro sostenibile e efficiente.
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