Larchitetto Bellini replica a Italia Nostra: "Ogni sala fedele alla sua storia" "Il museo metterà in moto una catena di opportunità che valorizzeranno il centro di Bologna" «Palazzo Pepoli con questa ristrutturazione tornerà a risplendere. Negli ultimi decenni chi ci passava davanti vedeva un portone chiuso e polveroso, domani troverà luce e vita, portata da turisti, studenti, visitatori. I bolognesi recupereranno finalmente un gioiello che mai hanno avuto la possibilità di considerare tale. È ingiusto attaccare con dichiarazioni approssimative e fuori registro un lavoro che si sta portando avanti con attenzione e accuratezza, dovrebbero arrivare apprezzamenti, e non biasimi». Mentre affina con gli ultimi dettagli concordati con la Soprintendenza il rendering del suo progetto di ristrutturazione di Palazzo Pepoli Vecchio, larchitetto milanese Mario Bellini non si sottrae al confronto con Italia Nostra che ha giudicato il suo lavoro «invasivo e troppo costoso». «Invasivo? Al contrario - replica larchitetto - si sta lavorando con estrema delicatezza, senza stravolgimenti. Il percorso di visita non conterrà infatti banali pannelli espositivi sovrapposti ai muri a illustrare la storia della città; ogni sala del palazzo verrà recuperata nel rispetto del suo carattere e dei suoi decori originali e lallestimento costruirà una narrazione che non impedisce la chiara leggibilità della sequenza di sale del palazzo. Ricordo poi che si partiva da condizioni veramente disastrose: quel palazzo era arrivato davvero allo stadio finale». Sostiene Italia Nostra che «la grande torre di vetro e acciaio che si sta piazzando in mezzo al cortile medievale è un inutile stravolgimento dei volumi del palazzo». Per Bellini, già «definire come medievale quel cortile è scorretto, non ci sono elementi che possano supportare questa attribuzione, tanto che i vincoli posti da Comune e Soprintendenza per il palazzo prevedono un livello di protezione molto alto, mentre per la corte è indicata la categoria 3a (demolizione con ricostruzione). Basta vedere le foto di qualche anno fa - prima che venisse iniziato il restauro - per capire fino a che punto quella corte fosse stata rovinata dagli abusi perpetrati nei secoli. Era inguardabile, praticamente persa». Sullutilità o meno della sua nuova torre moderna, Bellini rimanda a quella che sarà leffettiva fruizione del palazzo, i cui due ultimi piani rimarranno destinati alluso residenziale privato. «Bisognava risolvere il problema della continuità verticale - tra piano terra e primo piano - del percorso museale, senza interferire con le scale condominiali e garantendo nel contempo un tragitto che fosse fruibile a piedi, attraverso il cortile, anche in caso di pioggia». Ma in tempi di crisi economica così duri, è ancora opportuno spendere tanto denaro - per il Pepoli si prevede un costo di almeno 17 milioni? «Per Bologna il Museo della Città - risponde Bellini - metterà in moto una catena di opportunità che finalmente valorizzeranno dal punto di vista turistico il vostro meraviglioso capoluogo, che è uno dei posti più straordinari al mondo. Concordo che non ha senso sprecare denaro, ma se si ragiona in termini di investimento culturale e di conservazione del patrimonio, il discorso è diverso».